Christopher Nolan e l’intelligenza artificiale non vanno esattamente a braccetto, e il regista lo ha ribadito ancora una volta durante un’intervista concessa pochi giorni prima dell’arrivo di Odissea nelle sale. La sua posizione, del resto, è nota da tempo, fin dai giorni di Oppenheimer, quando qualcuno gli chiese cosa ne pensasse di questa tecnologia che avanza a velocità impressionante. E la sua risposta, questa volta, ha preso in prestito un’immagine potente dal poema di Omero.
L’occasione è arrivata parlando con Hugo Travers, il creatore del canale YouTube HugoDécrypte, con cui ha trascorso circa mezz’ora a discutere di cinema e non solo. Al minuto 25:50, davanti a una domanda diretta, Nolan ha tirato fuori la metafora che fa da titolo a tutto il discorso. Christopher Nolan ha detto senza giri di parole che l’intelligenza artificiale è un cavallo di Troia in cui tutti sanno che si nascondono i Greci. Un modo secco per dire che il pericolo, stavolta, è sotto gli occhi di chiunque voglia guardare.
La visione di Christopher Nolan sull’AI
Il regista non ha mai fatto mistero del suo pensiero. La tecnologia porta con sé opportunità enormi, certo, ma anche rischi, e questi ultimi sono legati proprio alla rapidità con cui tutto si muove. In questo caso ha voluto puntare i riflettori su un aspetto preciso, quello della diffidenza che l’AI sta seminando tra le persone. Non aveva mai visto, ha spiegato, una tecnologia avanzare così in fretta e allo stesso tempo essere respinta con tanta forza dal pubblico. La sfiducia è estrema, ha aggiunto, soprattutto tra i più giovani.
E questa sfiducia, secondo lui, genera uno scetticismo che è tutto fuorché negativo. Anzi. Nolan ha citato la reazione ai video generati con l’AI che circolano online, quelli che i ragazzi dell’età di suo figlio hanno battezzato AI slop, coniando il termine praticamente da soli. Per il regista è proprio questo atteggiamento a tenere alta la guardia. La tecnologia, ha ricordato, ci ha sempre fatto grandi regali, ma va guardata con occhio critico. E vanno osservate con lo stesso spirito anche le ragioni per cui qualcuno decide di metterla a disposizione. È così, dice, che si tira fuori il meglio da uno strumento nuovo, non affidandosi alla fede cieca né immaginando che tutto sarà meraviglioso. Vedere i più giovani così sospettosi, per lui, è addirittura incoraggiante.
Un cavallo di vetro, dentro cui si vede tutto
C’è però una differenza sostanziale rispetto all’originale omerico. Il cavallo di Troia dell’AI, nella lettura di Nolan, sarebbe una versione trasparente. Fatto di vetro. Chiunque può vedere cosa c’è dentro, e questo dovrebbe bastare a evitare le brutte sorprese, almeno sulla carta. L’immagine è efficace perché ribalta il senso della leggenda: qui l’inganno non è nascosto, è alla luce del sole, e sta a noi decidere se fidarci o meno di ciò che ci viene messo davanti.
Intanto Odissea è già nelle sale cinematografiche e arriverà anche in streaming nei prossimi mesi. In Italia, con ogni probabilità, lo si vedrà sulle piattaforme di Sky.


