Samsung ha rimescolato le carte in tavola sulla produzione del Galaxy Z Fold 8 Wide e del Galaxy Z Fold 8 Ultra a pochi giorni dall’evento Unpacked del 22 luglio, e il modo in cui ha diviso i numeri racconta qualcosa di preciso su quale pieghevole ci creda davvero. Secondo le informazioni trapelate, l’azienda punta su 2,8 milioni di unità Wide contro due milioni di unità Ultra, un cambio di rotta netto rispetto alla suddivisione quasi equilibrata di cui si parlava fino a pochi giorni prima.
I nuovi numeri di Samsung e chi li ha svelati
A far girare queste cifre è stato il leaker Ice Universe, che segue da anni la catena hardware dei Galaxy e ha un ottimo tasso di successo, soprattutto quando si tratta di numeri di produzione a ridosso degli eventi Unpacked. Stavolta il conteggio parla di 2,8 milioni di Galaxy Z Fold 8 Wide contro due milioni di Galaxy Z Fold 8 Ultra nella prima tornata, con 1,5 milioni di Galaxy Z Flip 8 a completare il quadro.
Un bel distacco rispetto a dove stavano le cose all’inizio dell’anno, quando gli obiettivi interni davano i modelli Wide e Ultra praticamente testa a testa. Qualcosa ha spostato la fiducia dell’azienda verso il formato più largo e nuovo, e vale la pena fermarsi un attimo a ragionarci.
Perché il Wide si prende la scommessa più grossa
Sempre nei primi mesi dell’anno, altri report indicavano un obiettivo complessivo di circa 3,5 milioni di unità Fold 8 contro 2,5 o 3 milioni di Flip 8, prima ancora che Samsung dividesse la linea nelle varianti Wide e Ultra. Il fatto che l’ultima suddivisione consegni al Wide un vantaggio così chiaro mostra quanto il ragionamento interno si sia mosso man mano che il lancio si avvicinava. Le quote di produzione così vicine a un Unpacked di solito riflettono modelli di domanda reale, non aggiustamenti di routine.
La cosa curiosa è lo scollamento con l’hype. Gran parte del chiacchiericcio pre lancio attorno alla gamma Fold 8, tra fotocamere, chip e autonomia, si è concentrato sull’Ultra, il modello con la classica forma alta a libro e la scheda tecnica più premium sulla carta. Eppure Samsung mette più unità dietro il Wide, più nuovo e meno collaudato. È il tipo di segnale che dice più di qualsiasi frase di marketing.
C’è poi la questione prezzo. Il Galaxy Z Fold 8 Wide dovrebbe partire da qualcosa come 1.700 o 1.850 euro, con l’Ultra probabilmente ancora più su. Anche in una categoria costruita attorno a chi è disposto a pagare un sovrapprezzo, Samsung sembra spostarsi verso l’opzione più abbordabile.
La vera partita si gioca sulla piega
Chi aspetta il pieghevole iPhone Ultra di Apple probabilmente non cambierà i propri piani, dato che tempistiche, prezzo e linguaggio di design della casa di Cupertino viaggiano su un binario tutto loro. Ma il messaggio è chiaro: Samsung non dà più per scontato che i pieghevoli premium si vendano da soli.
Le due aziende inseguono la stessa cosa, un pieghevole che non sembri un esperimento da laboratorio. Samsung ha confermato la sua risposta il 15 luglio con la tecnologia Flex Titanium, un film in lega di titanio spesso circa un terzo di un capello umano abbinato a una piastra di titanio sottostante, che dà al display venti volte la rigidità del vecchio strato in polimero riducendo la visibilità della piega. Apple affronta lo stesso problema dal lato del display, con vetro ultrasottile su misura più fine in corrispondenza della piega e più spesso verso i bordi, una cerniera stampata in 3D e un adesivo trasparente espandibile a tenere tutto insieme.
Nella recensione del Galaxy Z Fold 7 la piega risultava già praticamente piatta nell’uso quotidiano, quindi Samsung non parte da zero. Qualunque approccio la spunti, sarà la percezione di robustezza, non l’ennesimo salto sulle fotocamere, a spostare gli acquirenti di pieghevoli quest’anno.