PlayStation 6 potrebbe assomigliare più a una Nintendo Switch che a una tradizionale console da salotto, e no, non è una provocazione buttata lì tanto per far discutere. La teoria di un handheld firmato Sony ha ripreso forza dopo un’analisi dell’ultima assemblea con gli investitori del colosso giapponese, riletta alla luce dell’annuncio arrivato poche settimane più tardi sull’addio al supporto fisico nel prossimo futuro. E messa così, l’idea regge parecchio.
Il primo indizio è banale ma pesante. Il formato portatile ha stravinto sul mercato. La prima Nintendo Switch è già la seconda console più venduta di tutti i tempi, dietro solo alla PlayStation 2, e ha aperto la strada a un intero ecosistema di prodotti simili, da Steam Deck in poi. Difficile ignorare numeri del genere quando devi decidere che direzione dare alla prossima macchina.
Sony vuole allontanarsi dal salotto
Durante la riunione con gli investitori è tornato più volte un concetto piuttosto chiaro. La voglia di superare il paradigma classico della console piazzata sotto la TV, quella che accendi solo quando sei comodo sul divano. Sony ha ripetuto la volontà di scrollarsi di dosso l’equazione secondo cui PlayStation equivale al salotto di casa, lasciando intendere che il futuro della piattaforma potrebbe muoversi verso contesti molto più flessibili e mobili.
L’azienda ha parlato apertamente della necessità di offrire esperienze di gioco che vadano oltre l’ambiente domestico. E per farlo ha citato in modo esplicito i dispositivi portatili come esempio. Non è un dettaglio da poco, perché quando un colosso del settore mette nero su bianco certe intenzioni davanti agli investitori, di solito qualcosa dietro c’è.
La partita con i PC da gaming
C’è poi un altro passaggio interessante, e riguarda il modo in cui Sony guarda alla concorrenza dei PC da gaming. Invece di lanciarsi in una rincorsa per riportare a casa gli utenti scappati verso il computer durante gli anni della pandemia, l’azienda ha ribadito l’intenzione di puntare su un valore distintivo e unico per PlayStation. In pratica, niente più giochino di presentarsi come semplice alternativa al PC, ma qualcosa che stia in piedi da solo per identità e proposta.
Qualcuno potrebbe pensare che Sony non stia parlando affatto di un portatile, ma di qualcosa di ancora più radicale e diffuso, tipo il cloud gaming. È una lettura legittima. Solo che, almeno per ora, il cloud non sembra visto come l’opzione ideale a livello mainstream. Le tecnologie ci sono, certo, ma il grande pubblico ha bisogno di qualcosa di più concreto tra le mani, ed è proprio qui che un dispositivo fisico e trasportabile troverebbe il suo spazio naturale.