L’assicurazione monopattini è diventata obbligatoria da oggi, 16 luglio 2026, ma dietro l’annuncio si nasconde un cortocircuito che rischia di rendere la norma quasi inapplicabile per la maggior parte dei proprietari. Il motivo è semplice quanto paradossale. Per attivare una polizza serve la targa del mezzo, e le targhe, ad oggi, mancano ancora a gran parte dei monopattini in circolazione. Chi vorrebbe mettersi in regola, insomma, spesso non può proprio farlo.
La strada verso questo obbligo è stata lunga. Prima è arrivato il casco, poi i limiti di velocità, il divieto di parcheggio sui marciapiedi e l’obbligo di luci e indicatori di direzione. Dal 16 maggio è scattato anche il contrassegno identificativo, e da oggi quella stessa targa deve essere collegata a una polizza per la responsabilità civile, con un funzionamento che sulla carta ricorda quello di auto e moto. Il punto è che senza targa l’intero meccanismo si inceppa.
Quanto costa e perché tanti restano scoperti
Secondo una stima di Assoutenti, il costo di una polizza RC per i monopattini elettrici dovrebbe oscillare tra 35 e 55 euro all’anno. A questa cifra va aggiunto il costo del contrassegno, circa 35 euro tra imposta di bollo, diritti amministrativi e rilascio dell’adesivo. Chi circola senza copertura rischia una sanzione che va da 100 a 400 euro. Ma per stipulare una polizza valida bisogna indicare il codice della targa associata al mezzo, e qui casca l’asino.
Il contrassegno è un adesivo quadrato con sei cifre, da applicare sul parafango posteriore o in alternativa sul piantone anteriore. La richiesta e il pagamento avvengono online sul Portale dell’Automobilista del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Una volta completata la procedura, però, l’adesivo va ritirato presso un ufficio della Motorizzazione civile. Ed è proprio lì che si sono accumulate le difficoltà, con tempi di attesa lunghissimi per ottenere un appuntamento. Un problema che va avanti da prima ancora che la targa diventasse obbligatoria.
I numeri parlano chiaro. Al 30 giugno, stando alle informazioni del ministero dei Trasporti, i contrassegni rilasciati in tutta Italia erano 133.135. Considerando una platea stimata di circa un milione di monopattini privati, significa che poco più di un mezzo su dieci risulta oggi regolarmente targato. La conseguenza è facile da immaginare. Un numero enorme di monopattini continuerà a circolare senza targa e, quindi, senza assicurazione.
Compagnie in affanno e classe di merito ancora incerta
Le difficoltà non si fermano al rilascio delle targhe. Anche le compagnie hanno dovuto costruire da zero prodotti assicurativi nuovi, adeguando sistemi informatici, procedure e modelli di calcolo del rischio. Uno degli ostacoli maggiori ha riguardato il collegamento tra le banche dati della Motorizzazione e quelle dell’ANIA, l’associazione che rappresenta gli assicuratori. Senza quel ponte, le compagnie non riescono a verificare il contrassegno e ad abbinarlo alla polizza. Non a caso l’obbligo assicurativo sarebbe dovuto partire già il 16 maggio insieme a quello della targa, ma era stato rimandato proprio per questi problemi tecnici.
Sul fronte della classe di merito, il meccanismo dovrebbe assomigliare a quello dell’RC Auto. Il proprietario paga un premio annuale che varia in base alla zona di residenza e alla classe assegnata, dalla prima, la più favorevole, alla diciottesima. Chi non provoca incidenti scende di classe e paga meno, chi causa un sinistro sale di due posizioni e paga di più. Chi si assicura per la prima volta finisce di solito in classe 14. Per i monopattini, però, non esiste ancora uno storico degli incidenti su cui basare i calcoli, e non è chiaro se tutti verranno collocati automaticamente in classe 14 oppure se si potrà usare la classe già maturata con altri veicoli.
Il ministero ha previsto un periodo iniziale di due anni per raccogliere dati su numero di incidenti, luoghi più a rischio e costi reali dei risarcimenti. Nel frattempo i massimali saranno gli stessi di auto e moto, anche se è ragionevole pensare che i danni causati da un monopattino siano mediamente meno pesanti. La mancanza di dati comporterà pure la sospensione, per i primi due anni, del sistema di indennizzo diretto. Chi subisce un danno senza colpa non potrà rivolgersi alla propria compagnia, ma dovrà contattare direttamente quella del mezzo responsabile, con tempi potenzialmente più lunghi e maggiore incertezza nella gestione delle pratiche.
Un ultimo nodo riguarda gli incidenti provocati da mezzi non assicurati. “Il problema più grave si pone in caso di incidente causato da un monopattino non assicurato che produce danni a persone o cose”, ha spiegato il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso. “In tale situazione, infatti, a risarcire i danni saranno i cittadini onesti attraverso il Fondo di Garanzia per le vittime della strada che, come noto, viene finanziato dagli assicurati attraverso una quota prevista nelle polizze”.