Google Images festeggia venticinque anni e lo fa con un restyling che promette di cambiare parecchio l’esperienza di ricerca visiva. Una parte del motore di ricerca spesso data per scontata, quasi invisibile, che ora riceve una nuova veste pensata per aggiornarsi in tempo reale in base a quello che interessa davvero a chi la usa.
La svolta è arrivata il 14 luglio, quando l’azienda ha iniziato a distribuire quella che definisce una nuova home tutta da sfogliare. L’idea di fondo ricorda un po’ Keep o l’app Foto, con le immagini disposte quasi a formare un collage. I risultati continueranno a pescare da tutto il web, come sempre, ma con una differenza sostanziale: la galleria si aggiornerà in tempo reale, adattandosi agli interessi di ciascun utente.
Google Images: una galleria che cambia insieme a chi la usa
Sopra i risultati compaiono alcune schede che vanno oltre il semplice salto tra le varie sezioni di ricerca. Ci sono le voci Saves e For You, e la prima influenza tutto il resto. In pratica si possono salvare le immagini trovate dentro una raccolta, chiamata Collection, dandole anche un nome. Queste raccolte appariranno accanto alla sezione For You, così da poter riprendere l’esplorazione partendo proprio da ciò che ha ispirato la ricerca.
Il nuovo design di Google Images arriverà nelle prossime settimane, prima per gli utenti desktop di lingua inglese negli Stati Uniti. Chi lo riceverà è invitato ad accedere al proprio account Google per sfruttarlo appieno. Niente di complicato, ma un passaggio che serve a rendere personale l’intera esperienza.
Nano Banana entra nelle AI Overviews
Il secondo aggiornamento porta le AI Overviews dentro il gioco. Pensato per chi ha in mente qualcosa di molto preciso, un’immagine che ancora non esiste da nessuna parte. Qui entra in scena Nano Banana, la tecnologia di generazione immagini di Google, integrata direttamente nelle AI Overviews. Basta scrivere un comando del tipo crea un’immagine oppure aiutami a visualizzare, e l’assistente produrrà una grafica personalizzata di buona qualità.
L’immagine generata comparirà in cima alla panoramica, accompagnata da qualche opzione per chiedere al bot di modificarla. Poco più sotto, come sempre, ci saranno i risultati di Google Images con esempi reali che si avvicinano a quanto richiesto, giusto per dare una mano concreta.
Trattandosi di un compleanno, Google ha fatto un salto indietro di venticinque anni, fino all’origine di tutto. Ricorda l’aggiornamento del 2001, arrivato dopo che il famoso abito verde Versace indossato da Jennifer Lopez aveva lasciato tutti a bocca aperta l’anno precedente. La gente non voleva solo leggerne, voleva vederlo. Così, nel luglio del 2001, nacque Google Images, che per la prima volta permetteva di cercare e sfogliare contenuti visivi presi da tutto il web.
Otto anni dopo, nel 2009, arrivò Similar Images, la funzione per trovare immagini simili ed evitare risultati fuori tema, tipo un fiocco per capelli quando in realtà si cercava arco e frecce. Poi Lens nel 2018, la ricerca multipla nel 2022 e Circle to Search nel 2024, tappa importante nella storia dell’azienda. Adesso, nel 2026, Google si affida al suo box di ricerca intelligente per gestire le richieste, sia testuali sia visive.