Il Signore degli Anelli: La Caccia a Gollum porterà sullo schermo alcuni volti già visti nella trilogia originale, e per farlo la produzione ha deciso di ricorrere all’intelligenza artificiale. A confermarlo è stato il regista Andy Serkis, che ha spiegato come alcuni attori verranno ringiovaniti digitalmente per riavvicinarli all’aspetto che avevano un quarto di secolo fa. La cosa, a pensarci bene, era abbastanza scontata. Attori come Elijah Wood e Ian McKellen oggi hanno un’età parecchio diversa rispetto a quella di venticinque anni fa, quando calcarono per la prima volta la Terra di Mezzo. Ecco perché nel film verrà usata una tecnica di ringiovanimento digitale che si appoggia proprio all’IA.
Come verrà usata l’intelligenza artificiale nel film
Serkis è stato piuttosto chiaro nel delimitare il campo. “Ci sarà un po’ di ringiovanimento per alcuni personaggi e il machine learning svolgerà una parte del processo”, ha detto il regista. Ma ha anche voluto smentire subito ogni ipotesi di un uso più esteso della tecnologia, ad esempio per costruire o ritoccare le inquadrature.
“Nel nostro film non stiamo creando inquadrature con l’IA: ogni singola scena viene realizzata in modo tradizionale”, ha aggiunto. E qui traspare la sua idea di cinema. “Una delle cose che desideravo davvero fare con questo film era riportare in primo piano tutte le grandi tecniche del cinema, dalle miniature alle protesi, combinandole tra loro, perché è il tipo di cinema che amo. Mi piace quando si mescolano diverse tecniche cinematografiche.” Nel cast, tra gli altri, ci sarà anche Anya Taylor-Joy.
Il rapporto di Serkis con l’IA
Il regista è un nome conosciuto anche nel mondo dei videogiochi, avendo lavorato al recente e apprezzatissimo Clair Obscur: Expedition 33. Su quel fronte nota che lo stigma verso il medium sta piano piano svanendo. Sull’intelligenza artificiale, invece, la sua posizione è più sfumata: ne riconosce i pregi ma non nasconde le preoccupazioni. “Un tempo si utilizzavano immagini di riferimento per realizzare qualcosa, mentre ora puoi inserire un prompt e ottenere un risultato. Non ho alcun problema con questo”, ha spiegato. Il problema, secondo lui, arriva altrove.
“Quando però diventa uno strumento di sfruttamento e le persone non vengono retribuite per il lavoro che hanno svolto, oppure viene utilizzata in modi nefasti, meschini o pornografici, allora sì, è terribile e ce la siamo cercata.” E poi c’è quella metafora che ripete spesso, e a cui sembra tenere davvero. “L’ho già detto in passato e lo penso davvero: noi siamo i genitori dell’intelligenza artificiale e dobbiamo essere dei buoni genitori, insegnarle bene. Se la educhiamo nel modo giusto, potrà aiutarci in moltissimi settori.”