Chi tiene ancora un vecchio telefono chiuso in un cassetto potrebbe aver messo da parte, senza saperlo, un piccolo tesoro. Perché alcuni modelli storici oggi vengono contesi dai collezionisti a cifre che lasciano a bocca aperta, ben oltre quanto costavano quando uscirono nei negozi. Il caso più clamoroso è quello di iPhone 2G del 2007, che in certe aste ha toccato i EUR 166.317, pari a circa 175.000 euro. Non male per un dispositivo che al lancio partiva da poche centinaia di dollari.
E non è l’unico pezzo capace di far girare la testa agli appassionati. Il Motorola DynaTAC 8000X, uno dei primissimi cellulari della storia, viene valutato oltre EUR 8.754, quindi intorno ai 9.200 euro. Numeri che fanno pensare, soprattutto se si considera che questi apparecchi, ai loro tempi, erano semplici strumenti da usare e poi buttare via una volta superati dalle novità.
Attenzione però a non farsi troppe illusioni. Non tutti i telefoni mantengono valore con il passare degli anni, anzi. La maggior parte finisce per non valere praticamente nulla, e a fare la differenza sono diversi fattori messi insieme. Contano il modello, l’anno di uscita, il mercato a cui era destinato e persino il numero seriale. C’è poi un dettaglio che pesa enormemente sulla stima finale, cioè se il dispositivo è ancora conservato nella confezione sigillata oppure no. Un esemplare mai aperto vale molto di più di uno usato, questo è chiaro a chiunque frequenti il mondo delle aste.
iPhone 2G, il pezzo da collezione più ambito
La storia di iPhone 2G merita un discorso a parte, perché racconta bene come nasce il valore di un oggetto da collezione. Il primo iPhone arrivò negli Stati Uniti nel giugno del 2007, con due varianti. Quella da 4GB costava EUR 437, mentre la versione più capiente da 8GB si vendeva a EUR 524, ovvero circa 460 e 550 euro di oggi. Fin qui niente di strano, se non fosse per un particolare che ha reso rarissimo proprio il modello meno costoso.
Il modello base da 4GB rimase sul mercato appena due mesi. Il motivo è semplice, la memoria interna era davvero troppo poca e chi comprava preferiva senza esitazioni la versione con il doppio dello spazio. Risultato, quella variante venne ritirata in fretta e ne circolarono pochissimi esemplari. Ed è proprio questa scarsità a renderla oggi così preziosa per i collezionisti. Verrebbe da sorridere pensando che allora 4GB sembravano insufficienti, quando adesso perfino i 128GB vengono considerati stretti dalla maggior parte degli utenti.
Il meccanismo che spinge in alto le quotazioni da collezione è sempre lo stesso. Meno esemplari esistono di un certo modello, più il prezzo sale nelle aste internazionali. A questo si aggiunge il fascino storico dei dispositivi che hanno segnato un passaggio importante, come appunto il primo iPhone o i pionieristici cellulari Motorola. Sono oggetti che vanno oltre la semplice funzione tecnica e diventano veri e propri simboli di un’epoca, ricercati da chi ama la storia della tecnologia e da chi ci vede un possibile investimento.