Stellantis torna a respirare e i numeri del secondo trimestre 2026 lo confermano senza troppi giri di parole. Il gruppo italo francese, che appena un anno fa sembrava impantanato in una crisi profonda, ha ripreso quota grazie a un aumento consistente dei ricavi. A trainare la ripresa è soprattutto il Nord America, con un balzo del 38%, seguito dall’Europa allargata che segna un più 5%. Meno brillanti invece Medio Oriente, Africa e Sud America, dove pesano il conflitto bellico tra Stati Uniti, Iran e Israele e la debolezza del mercato argentino.
La cosiddetta cura Filosa sta dando i suoi frutti. Il successore di Carlos Tavares ha ereditato un 2025 complicato, ritrovandosi a gestire un insieme di aziende che pareva scollegato dai ritmi dell’automotive di oggi. La scommessa è stata puntare di nuovo con decisione sul mercato americano. E ha funzionato: nonostante i dazi, le consegne sono cresciute di circa 122 mila unità, con quel più 38% che racconta bene la portata del recupero.
Il rilancio parte dagli Stati Uniti
Il progresso oltreoceano è arrivato con una serie di prodotti nuovi o profondamente rinnovati, oltre a un ventaglio di motorizzazioni pensate per accontentare i gusti locali. Tra i protagonisti spiccano il Ram 1500 Light-Duty Hemi V8, il nuovo Ram 1500 Trx Srt, le rinnovate Jeep Grand Wagoneer e Grand Cherokee e la nuova generazione di Chrysler Pacifica. Anche Jeep Cherokee e Dodge Charger Sxpack, nelle versioni a 2 e 4 porte, hanno fatto centro presso il pubblico americano.
Segnali positivi nel Vecchio Continente
In Europa allargata sono state vendute 39 mila vetture in più, un più 5% calcolato sui veicoli consegnati alla rete, ai distributori o direttamente a clienti e flotte. Ruolo importante lo ha avuto Leapmotor, cresciuta nel comparto elettrico di circa 25 mila unità e arrivata a quota 33 mila, trainata dalla domanda per i modelli T03 e B10.
Gli automobilisti europei cercano auto economiche e pratiche e i numeri lo dimostrano. La domanda è aumentata per i modelli costruiti sulla piattaforma Smart Car, tra cui Citroën C3 e C3 Aircross, Opel Vauxhall Frontera e FIAT Grande Panda, con 41 mila unità aggiuntive, pari a un più 51% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel segmento C brilla la Jeep Compass, con circa 8 mila esemplari in più. Di contro, calano di circa 28 mila unità le consegne dei B-SUV della precedente generazione, come Jeep Avenger, FIAT 600, Opel Mokka e Peugeot 2008. In Asia Pacific la situazione è rimasta stabile, ferma a 16 mila unità.
Dove le cose non hanno funzionato
Non tutto è filato liscio. In Medio Oriente e Africa le consegne sono calate di circa 4 mila unità, un meno 3% legato all’impatto del conflitto regionale. Buona invece la performance in Algeria, con circa 8 mila unità in più grazie al FIAT Doblò, e un contributo minore dal Marocco.
Note dolenti dalla Turchia, in flessione di circa 8 mila unità per condizioni di mercato meno favorevoli, e dai Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, dove le consegne si sono praticamente dimezzate con un crollo di circa il 50%. In Sud America si registra un calo di circa 7 mila unità, meno 3% sull’anno precedente. Il Brasile ha tenuto bene, con una crescita di circa 21 mila unità, ma altrove i conti non tornano. L’Argentina in particolare ha perso addirittura 25 mila unità, azzoppando i risultati dell’intera regione.