Le stampanti HP sono finite di nuovo sotto i riflettori, e stavolta per una ragione che ha del paradossale: il rischio di ritrovarsi bloccata anche una cartuccia originale, comprata da poco e perfettamente funzionante. A riaccendere la discussione è stata un’inchiesta del Salvagente dedicata all’obsolescenza programmata, che ha rimesso al centro una delle pratiche più detestate del mondo tecnologico: i controlli via software sulle cartucce di inchiostro. E HP, va detto, in questo campo ha una reputazione tutt’altro che invidiabile.
Da anni la società americana porta avanti politiche piuttosto dure contro le cartucce di terze parti. Chip che dialogano con la stampante, aggiornamenti automatici che ne cambiano il comportamento da un giorno all’altro, controlli sempre più stringenti. Roba che gli utenti conoscono bene e che, diciamolo, ha alimentato una certa antipatia. Il punto è che adesso si è spinta oltre, entrando in un territorio molto più scivoloso, dove a saltare non sono più soltanto i prodotti compatibili ma quelli usciti direttamente dagli stabilimenti HP.
Il caso del toron dichiarato scaduto
L’episodio raccontato dalla testata riguarda l’amministratore delegato di Welance, piattaforma di servizi digitali. In pratica un toner originale al cento per cento, acquistato di recente, è stato riconosciuto dalla stampante come “scaduto”. Risultato: rifiuto totale di stampare, con la richiesta esplicita di installare un toner nuovo. Niente margini di trattativa. Chi si è rivolto all’assistenza tecnica ha ricevuto una risposta che lascia poco spazio all’ottimismo: la data di scadenza è impostata su un server remoto e nessuno, a quanto pare, può metterci mano. L’unica strada percorribile resta quella di comprare un altro toner.
Non è un caso isolato. Situazioni simili si trascinano ormai da un paio d’anni e sembrano riportare tutte alla stessa funzione, quella chiamata Dynamic Security. All’inizio serviva solo a smascherare cartucce non originali o contraffatte, un ruolo tutto sommato comprensibile. Col passare del tempo, però, ha assorbito nuove funzioni “di sicurezza” e si è allargata a un numero crescente di modelli. Difficile stabilire se dietro ci sia una strategia deliberata o semplici errori, ma i racconti che circolano in Rete sono abbastanza numerosi da far pensare a qualcosa di più di una coincidenza sfortunata.
In alcune di queste vicende il supporto tecnico ammette apertamente che si tratta di un errore di sistema. Peccato che poi non arrivi nessuna soluzione davvero pratica per chi si trova la stampante bloccata, se non la solita: compra una cartuccia nuova. Al di là dei consigli generici, tipo pulire i contatti della cartuccia o attendere un fix, in certi casi viene suggerito addirittura il downgrade del firmware. Un firmware che, tra l’altro, era stato installato in automatico, senza chiedere alcun tipo di consenso all’utente.