OpenAI starebbe pensando di tagliare i prezzi di ChatGPT, e il motivo avrebbe un nome e un cognome ben precisi: Anthropic. La startup guidata da Dario Amodei negli ultimi mesi ha conquistato terreno, e a quanto pare lo ha fatto rosicchiando quote di mercato che prima sembravano saldamente in mano alla società di Sam Altman. Da qui l’idea, ancora sul tavolo delle discussioni interne, di rivedere al ribasso i costi per chi utilizza i suoi servizi.
Una guerra silenziosa tra colossi dell’AI
Gli ultimi mesi sono stati scanditi da uno scontro neanche troppo dichiarato tra i grandi nomi dell’intelligenza artificiale. C’è chi ha guadagnato consensi e chi invece li ha persi, segno di un mercato che si sta facendo sempre più duro e poco incline a fare sconti. In questo scenario, la crescita di Anthropic ha evidentemente fatto suonare più di un campanello d’allarme dalle parti di OpenAI.
La mossa, di cui si è iniziato a parlare grazie a un’anticipazione del Wall Street Journal, potrebbe innescare una vera e propria guerra tariffaria al ribasso. E qui, va detto, le notizie per chi sta dall’altra parte dello schermo non sono affatto male. Quando due giganti si combattono a colpi di prezzi più bassi, a guadagnarci di solito sono gli utenti finali. Resta da capire fino a che punto questa logica si tradurrà in vantaggi concreti per consumatori e aziende.
Il nodo dei token e la pressione del mercato
Ma di cosa si parla, in pratica? Le discussioni dentro OpenAI ruoterebbero attorno alla riduzione dei costi legati ai token, ovvero quelle unità di misura che servono a calcolare e fatturare il consumo delle operazioni nei sistemi di AI. In parole povere, più richieste fai al modello, più token consumi, e quindi più paghi. Abbassare quel costo significa rendere l’intera tecnologia più accessibile.
Dietro a questa eventuale decisione c’è anche una spinta che arriva direttamente dal mercato. Negli ultimi tempi diversi dirigenti aziendali hanno cominciato a protestare apertamente, lamentando cifre piuttosto pesanti per integrare questi strumenti nei propri flussi di lavoro. Quando i clienti che contano iniziano a far sentire la voce, le aziende ascoltano. E un taglio dei prezzi, in un contesto del genere, diventa quasi una scelta obbligata per non perdere terreno proprio mentre la concorrenza spinge. Il ribasso dei prezzi di ChatGPT resta per ora sul piano delle ipotesi, ma il fatto stesso che se ne discuta racconta bene quanto sia diventata accesa la competizione tra OpenAI e Anthropic.