La fine di uBlock Origin su Chrome non è più una minaccia lontana ma un fatto compiuto. Google ha tolto di mezzo i flag interni di Chromium che permettevano di mantenere in vita le estensioni costruite su Manifest V2, e tra queste c’era proprio il blocca pubblicità più amato e diffuso del web. Niente più scorciatoie, niente più giochetti per aggirare l’inevitabile.
I trucchi del Registro di Windows, i flag sperimentali, tutte quelle piccole magie che gli utenti più smaliziati usavano per ritardare la deprecazione: smetteranno di funzionare. Con l’arrivo di Chromium 151 spariscono anche le ultime vie di fuga. uBlock Origin su Chrome è morto e questa volta non c’è resurrezione che tenga. Stessa sorte, di lì a poco, per Edge e Opera.
Chrome chiude la porta in faccia alle estensioni MV2
A spiegare il perché ci ha pensato l’ingegnere di Google Devlin Cronin, che è stato piuttosto netto. Le estensioni Manifest V2 non sono più ammesse in nessuna versione supportata di Chrome. La motivazione ufficiale parla di complessità, debito tecnico e rischi per la sicurezza, con la scoperta recente di diversi bug legati proprio a MV2.
Cronin ha però precisato un dettaglio interessante. Il codice MV2 non verrà cancellato tutto insieme con un colpo di spugna. Molte funzioni continueranno a girare ancora per un po’, ma il destino è segnato: prima o poi spariranno tutte, alcune più in fretta di altre. Un addio dilazionato, insomma, ma pur sempre un addio.
Per quanto riguarda gli altri browser basati su Chromium, il copione è già scritto. Edge aveva cominciato a disabilitare uBlock Origin a febbraio. Opera, dal canto suo, ha mandato un’email agli sviluppatori avvisando che Chromium avrebbe rimosso del tutto il supporto a Manifest V2, con tanto di invito ad aggiornare verso MV3.
Chi tiene duro e quali alternative restano
Non tutti hanno alzato bandiera bianca. Tra i browser Chromium, Brave continua a sostenere MV2, e con ogni probabilità farà lo stesso anche Vivaldi. Poi c’è Firefox, che non poggiando su Chromium gioca una partita tutta sua: supporta sia MV2 sia MV3 e resta la scelta più affidabile per chi vuole uBlock Origin nella sua versione completa, quella senza compromessi.
Sul fronte delle alternative su Chrome esiste uBlock Origin Lite, la variante costruita su MV3. Funziona, certo, ma in molti storcono il naso: non regge il confronto con l’originale. Il motivo è strutturale, perché MV3 mette dei paletti precisi a ciò che un’estensione di blocco può davvero fare. Ed è esattamente questa la ragione per cui Google ha spinto su MV3 fin dall’inizio.
Il quadro, a guardarlo bene, si chiude su sé stesso. Google controlla Chromium, Chromium fa girare la maggior parte dei browser in circolazione, MV3 limita i blocca pubblicità, e Google vende pubblicità. Il passaggio a MV3 è stato raccontato come un passo avanti per la sicurezza. E lo è davvero, niente da obiettare. Ma è anche la mossa che rende il blocco delle pubblicità meno efficace proprio sul browser di un’azienda che con la pubblicità ci campa.