Il DMA, il regolamento europeo che disciplina i grandi player digitali, torna protagonista di una decisione che riguarda direttamente Meta. Il Tribunale dell’Unione europea ha confermato la designazione del colosso di Menlo Park come gatekeeper per Messenger, mentre ha cancellato quella relativa a Facebook Marketplace. Una sentenza dalle due facce, insomma, che lascia all’azienda guidata da Mark Zuckerberg qualche motivo di soddisfazione e altrettanti grattacapi.
La vicenda parte da lontano. La Commissione europea aveva inserito Meta nella lista dei gatekeeper per sei servizi distinti: Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger, Marketplace e Ads. Etichette pesanti, perché chi finisce in quella categoria deve sottostare a una serie di obblighi pensati per evitare abusi di posizione dominante. Meta non l’aveva presa bene e a novembre del 2023 aveva depositato un ricorso al Tribunale, contestando in particolare le decisioni su Messenger e Marketplace.
Messenger resta sotto le regole del DMA
Dopo più di due anni di attesa è arrivata la pronuncia dei giudici. Per quanto riguarda Messenger, la linea della Commissione regge senza intoppi. Secondo il Tribunale, Bruxelles ha calcolato in modo corretto la soglia quantitativa minima prevista dalle norme. Meta aveva provato a smontare il ragionamento sostenendo che andassero conteggiati soltanto gli utenti di Messenger che non usano anche Facebook, ma l’argomentazione non ha convinto. A questo punto l’azienda californiana ha ancora una carta da giocare: l’appello alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, la stessa strada percorsa da ByteDance per TikTok dopo la sconfitta in primo grado.
Diverso il discorso su Marketplace. Qui i giudici hanno dato torto alla Commissione, annullando la designazione. Il motivo è tecnico ma decisivo: Bruxelles non aveva tenuto conto delle modifiche introdotte sul servizio a fine luglio del 2023. In pratica Meta aveva limitato il numero di annunci pubblicabili da ciascun utente, cambiando di fatto il criterio usato per individuare gli utenti commerciali. Un dettaglio che i giudici hanno ritenuto rilevante e che la Commissione, a loro avviso, avrebbe dovuto considerare.
Una vittoria che vale poco per Marketplace
Un portavoce di Meta ha accolto positivamente la decisione, ribadendo che Facebook Marketplace non doveva mai essere classificato come Core Platform Service. Sulla carta sembra un buon risultato, nella pratica conta poco. La Commissione europea aveva infatti già tolto il servizio dalla lista a fine aprile del 2025, perché nel 2024 il numero di utenti business era sceso sotto quota 10.000. Tradotto: la soglia minima richiesta dal regolamento non era più rispettata, quindi l’obbligo era già decaduto a prescindere dalla sentenza.
Restano comunque aperti i fronti più scottanti per l’azienda. A metà novembre del 2024 Meta si era vista recapitare una sanzione di circa 798 milioni di euro per la violazione delle regole europee sulla concorrenza, un capitolo che pesa molto più di una designazione cancellata su un servizio ormai marginale. La pronuncia del Tribunale, quindi, sistema una casella ma ne lascia altre ben più ingombranti sul tavolo del confronto tra Bruxelles e il gruppo di Menlo Park.