Trasporti lunari sempre più nelle mani delle aziende private, e tra queste ce n’è una che sta facendo molto parlare gli addetti ai lavori: Impulse Space. La realtà californiana, guidata da un nome che nel settore conoscono tutti, ha appena messo in cassa un finanziamento bello corposo che le darà la spinta per crescere in fretta. E il punto non è solo il denaro, ma quello che ci farà.
Motori nuovi per spostare carichi pesanti nello spazio
Il discorso parte da un’esigenza concreta. Più satelliti in orbita e più attività intorno alla Luna significano una cosa sola: serve un modo veloce ed economico per spostare apparati e carichi pesanti. Senza motori innovativi, capaci di moltiplicare l’efficienza dei razzi che già usiamo, tutto questo resterebbe sulla carta. Ed è proprio qui che entra in gioco l’azienda fondata da Tom Mueller, figura storica di SpaceX, che lavora su tecnologie pensate per integrarsi al meglio con quelle attuali.
I numeri raccontano già qualcosa. L’organico ha superato i 500 dipendenti, con circa 200 posizioni ancora aperte per accelerare lo sviluppo dei nuovi veicoli spaziali. La vera leva commerciale, però, arriva dalle richieste sempre più pressanti del Pentagono e della NASA. La US Space Force ha bisogno di muovere i propri apparati in orbita per proteggerli da minacce esterne, mentre l’agenzia spaziale americana guarda con grande attenzione alla logistica lunare. Due fronti diversi, una sola direzione.
Helios, lo stadio che cambia le carte sulla Luna
Il cuore di tutto si chiama Helios. Si tratta di uno stadio aggiuntivo progettato per viaggiare in cima a un razzo Falcon 9. Cosa cambia in pratica? Tanto. I lander commerciali di oggi riescono a depositare sul suolo lunare tra i 100 e i 200 chilogrammi di materiale. Con Helios la storia diventa un’altra: si parla di carichi compresi tra 1 e 2 tonnellate sulla Luna.
I lanci costano, e parecchio. Quindi moltiplicare per circa dieci volte la massa trasportabile, usando lo stesso vettore di partenza, sarà un vantaggio enorme quando le operazioni si faranno fitte. Non è un caso che queste prestazioni si incastrino alla perfezione con la seconda fase dei piani della NASA per la base lunare permanente, che dal 2029 richiederà l’invio di rover di grandi dimensioni e infrastrutture pesanti. Roba ingombrante, insomma, che con i mezzi attuali sarebbe difficile da spostare.
Nel frattempo l’azienda ha già messo sul tavolo qualche prova concreta. La sua tecnologia ecologica si basa su propellenti non tossici come l’etano e l’ossido di diazoto, e ha già completato con successo tre missioni con un piccolo veicolo dimostrativo chiamato Mira. Il debutto di Helios, invece, è atteso il prossimo anno con la missione Caravan, un servizio di trasporto condiviso pensato per posizionare piccoli satelliti direttamente in orbita geostazionaria. E qui un dettaglio dice molto sull’interesse del mercato: i posti disponibili sono già andati completamente esauriti.