In California qualcosa si muove sotto i piedi, letteralmente. Lo stoccaggio sotterraneo della CO2 è diventato realtà nella San Joaquin Valley, dove la risposta alla crisi climatica non arriva più soltanto dai pannelli solari o dalle turbine eoliche, ma da molto più in basso, là dove un tempo si estraeva petrolio. Un cambio di prospettiva niente male, se ci si pensa.
Come funziona il progetto Carbon TerraVault I
A Kern County è partita ufficialmente l’iniezione di anidride carbonica nell’ambito del progetto chiamato Carbon TerraVault I. Per lo Stato americano è un punto di svolta vero e proprio: è la prima volta nella sua storia che i gas serra vengono isolati in modo permanente a grande profondità. Si apre così una fase del tutto nuova per il mercato commerciale legato alla gestione delle emissioni.
Ma in concreto cosa succede? La struttura è gestita dalla California Resources Corporation insieme al gruppo Brookfield, e sfrutta serbatoi geologici ormai esauriti, quelli che per milioni di anni hanno custodito idrocarburi, situati a oltre un chilometro e mezzo di profondità. Un approccio pragmatico, c’è poco da girarci intorno. Il primo di questi bacini a entrare in funzione si chiama 26R e ha già ottenuto la licenza ufficiale dall’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente.
E i numeri non sono affatto piccoli. A pieno regime, questo singolo sito potrà accogliere fino a 1,46 milioni di tonnellate metriche di CO2 ogni anno. Una cifra già enorme di per sé, ma il potenziale complessivo del primo serbatoio arriva addirittura a 38 milioni di tonnellate metriche. L’idea che sta dietro a tutto questo è curiosa: trasformare vecchie aree di estrazione di petrolio e gas naturale in veri e propri scudi climatici.
Una rete che punta a crescere
Il piano, però, è molto più ambizioso di quanto possa sembrare. Sono già state presentate le richieste per autorizzare altri otto giacimenti esauriti. Se tutte le approvazioni arrivassero, l’intera rete di stoccaggio dello Stato potrebbe toccare una capacità complessiva di circa 352 milioni di tonnellate metriche di anidride carbonica. Una scala che, sulla carta, fa girare la testa.
Gli esperti considerano questa tecnologia un tassello importante per raggiungere la neutralità carbonica, ma sarebbe ingenuo pensare che si tratti solo di tubi e iniezioni nel sottosuolo. L’operazione ha un impatto concreto anche sul territorio. L’azienda ha messo sul piatto oltre un milione di dollari, circa 920 mila euro, per sostenere i programmi sociali della comunità di Kern County.