Paralives ha appena messo piede su Steam in accesso anticipato e la partenza, diciamolo, è stata di quelle che fanno girare la testa: oltre 250.000 copie vendute in otto ore e un bel pacchetto di giocatori collegati nello stesso momento. Numeri che parlano da soli per un titolo che punta a sfidare il colosso del genere. E per chi lo ha già comprato o ci sta facendo un pensierino, arriva una notizia che cambia parecchio le carte in tavola: niente DLC a pagamento, mai. Tutti i contenuti extra saranno gratuiti, sempre.
Cosa hanno detto gli sviluppatori
È una scelta che spicca, soprattutto in un panorama dove i life simulator vivono spesso di espansioni a pagamento e pacchetti aggiuntivi venduti a peso d’oro. Qui il discorso è ribaltato. A mettere il punto sulla questione è stato il Lead Developer Alex Massé, che si è esposto direttamente su Reddit senza troppi giri di parole.
Le sue parole sono chiare: “Non ci saranno mai DLC a pagamento, solo aggiornamenti gratuiti! Anche dopo l’accesso anticipato. In qualità di fan dei life simulator, volevamo realizzare un gioco che vorremmo noi stessi giocare senza la necessità di comprare un sacco di contenuti extra e siamo felici di realizzare un’opera di tal tipo”.
Insomma, l’idea di fondo è semplice e quasi disarmante: fare il gioco che loro stessi avrebbero voluto giocare, senza la trafila di acquisti continui per sbloccare questo o quello. Una filosofia che, a confronto con quanto fatto da The Sims negli anni, suona quasi come una piccola rivoluzione di approccio.
I conti reggono davvero?
La domanda viene spontanea: ma un team che rinuncia agli incassi delle espansioni come fa a stare in piedi nel tempo? Il rischio fallimento, viene da pensare, è dietro l’angolo. E invece no, o almeno non secondo chi ci lavora. Lo stesso Massé ha spiegato che il team di sviluppo è piccolo, appena 15 persone, e questo cambia tutto.
Sempre stando alle sue dichiarazioni: “poiché il team è piccolo (solo 15 persone), le vendite fatte fino a questo momento ci sosterranno per molti anni, persino se aumentiamo le dimensioni del team, quindi siamo al sicuro e siamo molto grati di ciò”.
Tradotto: i soldi già incassati con il lancio bastano e avanzano per andare avanti a lungo, anche mettendo in conto qualche assunzione in più. Una posizione comoda, che permette di mantenere la promessa fatta ai giocatori senza dover poi tornare sui propri passi quando i conti iniziano a stringere.
Il contrasto con il resto del settore è evidente, e fa riflettere. C’è chi, dall’altra parte della barricata, ha investito tempo e risorse enormi per cercare di riproporsi sul mercato. Il creatore di The Sims, per dire, ha passato 10 anni e milioni di dollari sul suo nuovo progetto, arrivando però a un punto in cui nemmeno lui sembra avere le idee del tutto chiare su cosa abbia effettivamente creato.
E mentre i grandi nomi del genere arrancano tra dubbi e budget faraonici, questo rivale di The Sims sta diventando in fretta un piccolo fenomeno, con una promessa che, almeno sulla carta, mette d’accordo praticamente tutti: pagare una volta sola e ricevere tutto il resto senza tirare fuori altri soldi.