Un dipendente di Google è finito nel mirino della procura federale statunitense con l’accusa di aver sfruttato dati riservati dell’azienda per piazzare scommesse incredibilmente precise su Polymarket, una delle piattaforme di prediction market più note al mondo. La vicenda ha dell’incredibile, e coinvolge numeri enormi, un alias degno di un personaggio da film e un errore di valutazione che potrebbe costare carissimo.
Google: Michele Spagnuolo e l’alias “AlphaRaccoon”, cosa è successo
Secondo l’accusa formulata dai procuratori federali, Michele Spagnuolo, ingegnere software di Google, avrebbe utilizzato informazioni confidenziali legate ai trend di ricerca del motore di ricerca più famoso del pianeta per accumulare vincite superiori a 1,1 milioni di euro su Polymarket. Spagnuolo, cittadino italiano di 36 anni residente in Svizzera, avrebbe operato sulla piattaforma sotto lo pseudonimo “AlphaRaccoon”. Un alias che gli inquirenti sono riusciti a ricondurre alla sua identità reale.
Stando a quanto emerge da un’accusa penale resa pubblica a New York, il dipendente di Google avrebbe avuto accesso a dati non pubblici relativi al programma “Year in Search”, la classifica annuale delle ricerche più popolari che l’azienda diffonde ogni anno con grande risonanza mediatica. Quei dati, però, non erano ancora stati resi noti al pubblico. E proprio lì si annida il cuore dell’accusa: aver trasformato informazioni riservate in una sorta di sfera di cristallo per le scommesse.
La scommessa impossibile che ha fatto scattare l’allarme
A far scattare i sospetti degli investigatori sarebbe stata una previsione considerata quasi impossibile da azzeccare. Si tratta della scommessa legata all’artista D4vd, che secondo la puntata piazzata da “AlphaRaccoon” sarebbe diventato la persona più cercata su Google nel 2025. Una previsione del genere, così specifica e così fuori dalle probabilità ragionevoli, ha acceso più di qualche campanello d’allarme presso chi monitora le attività sulla piattaforma.
Le autorità ritengono che le scommesse piazzate da Spagnuolo fossero sistematicamente legate ai dati di ricerca di Google, con un livello di accuratezza che non poteva essere frutto del caso o di semplice intuizione. In sostanza, l’accusa parla di insider trading, ovvero l’utilizzo di informazioni privilegiate per ottenere un vantaggio economico. Un reato che negli Stati Uniti viene perseguito con estrema severità, indipendentemente dal settore in cui si manifesta.
Le implicazioni per Google e per il mondo delle scommesse predittive
La vicenda solleva interrogativi non banali sia per Google sia per l’ecosistema delle piattaforme di prediction market come Polymarket. Da un lato c’è la questione della sicurezza interna: come è stato possibile che un singolo ingegnere riuscisse ad accedere a dati così sensibili senza che venissero attivati controlli adeguati? Dall’altro, il caso mette in evidenza quanto le piattaforme di scommesse predittive possano essere vulnerabili a manipolazioni da parte di chi dispone di informazioni riservate.
Spagnuolo è stato formalmente incriminato e dovrà rispondere delle accuse davanti alla giustizia statunitense. Il fatto che si tratti di un cittadino italiano residente in Svizzera aggiunge ulteriori complessità sul piano giuridico. Per ora, i fatti parlano di oltre 1,1 milioni di euro vinti grazie a dati che nessun utente comune avrebbe potuto conoscere in anticipo, e di una carriera che rischia di essere completamente travolta da quella che le autorità definiscono una chiara violazione delle leggi sul trading basato su informazioni privilegiate.