Gli anelli intelligenti stanno facendo emergere un difetto che in pochi avevano considerato al momento dell’acquisto: con il caldo le mani si gonfiano e tirarli via dal dito diventa un’impresa. Sembra una sciocchezza, ma quando parliamo di un dispositivo rigido, spesso in metallo, con sensori e una batteria al litio dentro, la faccenda si complica. E sono sempre più gli utenti che se ne stanno accorgendo sulla propria pelle.
Il meccanismo è semplice da capire. Quando la temperatura sale, i vasi sanguigni si dilatano per disperdere calore e una maggiore quantità di liquido finisce nei tessuti. Per effetto della gravità, le zone dove tutto questo si accumula sono soprattutto mani e piedi. Si chiama edema da calore ed è qualcosa di assolutamente comune nei mesi estivi o quando ci si mette a fare attività fisica. Basta una camminata nel bosco con il sole a picco: poco dopo aver iniziato, l’anello comincia a stringere più del dovuto e diventa impossibile da togliere. Con un orologio o un braccialetto si allenta la cinghia e via, ma un anello smart è completamente rigido, quindi finisce per dare fastidio molto di più.
C’è poi un secondo fronte di cui si parla meno. Non si gonfiano solo le dita, ma anche la batteria. A causa di un difetto o per il calore stesso, la cella al litio può dilatarsi facendo sentire l’anello ancora più piccolo. Una utente del Oura Ring aveva notato che con il tempo il suo dispositivo stringeva sempre di più e la batteria durava molto meno. Contattando l’azienda, le hanno confermato che si trattava proprio di un problema alla batteria e alla fine glielo hanno sostituito. Su Reddit ci sono diversi casi simili.
Il caso del Galaxy Ring e cosa dicono le aziende
L’episodio più clamoroso resta quello dello youtuber Daniel Rotar. La batteria del suo Galaxy Ring ha iniziato a gonfiarsi fino a bloccare l’anello completamente sul dito. Faceva male e non c’era verso di sfilarlo, nemmeno con acqua e sapone. Come se non bastasse, Daniel stava per prendere un volo, ma gli hanno negato l’imbarco perché la batteria dell’anello rappresentava un rischio per la sicurezza. Risultato: volo perso e corsa al pronto soccorso, dove gli hanno tolto l’anello usando ghiaccio e lubrificante.
E le case produttrici? Samsung ha una pagina di assistenza con consigli su come togliere un Galaxy Ring rimasto incastrato. Suggeriscono acqua e sapone, immergere la mano in acqua fredda oppure tenerla sollevata. Se niente funziona, raccomandano di andare al pronto soccorso e tagliare l’anello, indicando addirittura i punti dove farlo per non danneggiare la batteria ed evitare il rischio di ustioni. Anche Oura offre gli stessi consigli e una guida su dove tagliare in caso di necessità.
Tutto questo apre una riflessione sul design. Gli anelli intelligenti vengono venduti come la soluzione per monitorare la salute con un formato ultracompatto e più comodo di un orologio, finché non si incastrano e tocca tagliarli. Forse il futuro di questo prodotto passa proprio dal sacrificare quell’estetica rigida e continua, lasciando spazio a design aperti capaci di adattarsi meglio ai naturali cambiamenti del corpo. È una strada che l’azienda Movano ha già imboccato con l’anello Evie.