La copertura mobile via satellite sta diventando realtà in Europa, e il primo passo concreto lo ha fatto O2 nel Regno Unito. Virgin Media O2, la filiale congiunta di Telefónica e Liberty Global, ha appena esteso in modo significativo l’accesso al servizio O2 Satellite, lanciato a inizio anno. Da oggi, chiunque possieda un iPhone 13 o modello successivo può connettersi alla rete satellitare di O2 quando la copertura terrestre tradizionale non è disponibile. E questo cambia parecchio le cose.
Il servizio funziona in modo piuttosto semplice: quando il telefono non riesce ad agganciare una cella terrestre, si collega automaticamente al satellite. Non si parla solo di chiamate di emergenza o messaggi basici. La connessione consente l’uso di dati per diverse applicazioni, tra cui WhatsApp, X (ex Twitter), app di navigazione, meteo e messaggistica. Niente di fantascientifico, ma estremamente utile per chi si trova in zone rurali, montagna o semplicemente in aree dove il segnale mobile fa i capricci.
O2 Satellite è incluso senza costi aggiuntivi nelle tariffe più alte di O2, mentre per gli altri piani il prezzo è di circa 3 sterline. Il punto importante è che milioni di persone nel Regno Unito possono già accedervi, rendendo questo il primo servizio Direct to Device operativo su larga scala in Europa.
O2 Satellite cambia tutto: negli altri Paesi qualcosa si muove, in Spagna (e in Europa) molto meno
Il Regno Unito non è l’unico mercato dove la connettività satellitare diretta al dispositivo sta prendendo piede. Negli Stati Uniti, T-Mobile offre un servizio analogo grazie all’accordo con Starlink, mentre AT&T e Verizon hanno scelto di collaborare con AST SpaceMobile. Starlink, dal canto suo, ha attivato la copertura Direct to Cell anche in Cile, Canada e Australia, sempre tramite partnership con operatori locali.
E in Spagna? La situazione è decisamente più nebulosa. A febbraio 2026, MasOrange ha annunciato un’alleanza con Starlink per portare la copertura mobile via satellite nel Paese, promettendo anche una prova pilota del servizio Direct to Cell a Valladolid. Sono passati quattro mesi e non ci sono aggiornamenti, né sulla commercializzazione né sulla prova pilota stessa.
Telefónica, invece, ha dichiarato durante il MWC 2026 di stare esplorando la connettività satellitare Direct to Device come complemento alle reti mobili europee esistenti, in questo caso attraverso Satellite Connect Europe, la joint venture tra Vodafone e AST SpaceMobile. Anche qui, quasi tre mesi dopo l’annuncio, il silenzio è totale.
Il nodo regolatorio europeo rallenta tutto
C’è un aspetto tecnico che spiega almeno in parte questa lentezza. La tecnologia Direct to Device ha bisogno di spettro radioelettrico per funzionare, e quello spettro è in mano agli operatori nazionali. È proprio per questo che aziende come Starlink o AST SpaceMobile devono necessariamente stringere accordi con le telco locali prima di poter offrire qualsiasi servizio.
Ma lo spettro è soggetto a controlli regolatori molto rigidi, e al momento l’Unione Europea sta dando priorità alle aziende europee rispetto a quelle nordamericane o asiatiche. Questo crea un ulteriore livello di complessità per chi vuole lanciare la copertura mobile via satellite in Paesi come la Spagna, dove il quadro normativo deve ancora allinearsi pienamente con le ambizioni commerciali degli operatori.
Né MasOrange né Telefónica hanno fornito una stima concreta su quando il servizio di connettività satellitare sarà effettivamente disponibile per i clienti spagnoli.