La questione della verifica dell’età a livello di sistema operativo sta tenendo banco da mesi nella comunità open source, soprattutto negli Stati Uniti, dove diverse leggi statali hanno introdotto obblighi piuttosto stringenti. Le buone notizie, però, cominciano ad arrivare. In California e Colorado sono stati presentati emendamenti specifici per esentare le distribuzioni Linux da questi requisiti, un risultato che arriva dopo settimane di proteste e un’intensa attività di lobbying da parte degli sviluppatori. Tra l’altro, il team di Ageless Linux ha già dichiarato apertamente che non intende rispettare alcun obbligo di questo tipo.
Il punto di partenza è una situazione legislativa abbastanza frammentata. A differenza dell’Europa, dove il Digital Services Act prevede già meccanismi di verifica dell’età, negli Stati Uniti non esiste una legge federale unica. Ci si ritrova invece con un mosaico di norme statali, e tra quelle già approvate spicca il Digital Age Assurance Act (AB 1043) della California. Questa legge, che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2027, obbliga i fornitori di sistemi operativi a integrare la verifica dell’età nella procedura di configurazione iniziale. In pratica, durante il primo avvio gli utenti dovranno inserire la propria data di nascita o la propria età, e queste informazioni verranno poi condivise con app e siti web per bloccare l’accesso a determinati contenuti.
Perché le distribuzioni Linux rappresentano un caso a parte
Fin da subito, molti sviluppatori Linux hanno messo in evidenza due problemi fondamentali. Il primo riguarda la privacy: raccogliere e condividere dati anagrafici a livello di sistema operativo apre scenari delicati. Il secondo è più pratico, quasi banale nella sua semplicità: trattandosi di software open source, chiunque può modificare il codice sorgente. Basterebbe creare un fork privo della verifica dell’età per aggirare l’obbligo, rendendo la norma sostanzialmente inapplicabile.
Proprio queste criticità hanno spinto i legislatori californiani a presentare un emendamento, identificato come AB 1856, che corregge la legge originaria in un punto cruciale. La definizione di “fornitore del sistema operativo” è stata riscritta per escludere esplicitamente chi consente la copia, la redistribuzione e la modifica del software. Tradotto: la verifica dell’età non sarà più prevista per le distribuzioni Linux, ma resterà obbligatoria soltanto per i sistemi operativi proprietari. La nuova versione della legge deve ancora ricevere l’approvazione definitiva dall’assemblea.
Anche il Colorado segue la stessa strada
Una legge simile, la SB26 051, dovrebbe entrare in vigore in Colorado a partire dal 1 luglio 2028. E anche in questo caso è stata introdotta una modifica per escludere le distribuzioni Linux dall’obbligo di verifica dell’età. Il percorso legislativo dei due stati sembra quindi convergere verso la stessa soluzione, riconoscendo la natura peculiare del software open source e l’impossibilità pratica di imporre certi vincoli a un ecosistema costruito sulla libertà di modifica.