Parlare di The Mandalorian e Grogu solo in termini di flop sarebbe quantomeno riduttivo. Certo, i numeri al botteghino non sono stati esaltanti, questo è innegabile. Ma il film con Pedro Pascal e Sigourney Weaver ha avuto un ruolo strategico che va ben oltre gli incassi del primo weekend. Ha tenuto in vita il piano cinematografico di Star Wars in un periodo in cui la saga stava attraversando un momento davvero complicato, fatto di ritardi, riscritture e progetti rimasti nel limbo.
Il film diretto da Jon Favreau è arrivato nelle sale il 20 maggio 2026 e ha incassato circa 155 milioni di euro in tutto il mondo, diventando tecnicamente il peggior debutto di Star Wars nell’era Disney. Le critiche della stampa non sono state entusiastiche. Eppure, guardando il quadro completo, quella che sembra una sconfitta potrebbe rivelarsi una mossa calcolata. Lucasfilm aveva sempre avuto in mente di portare The Mandalorian al cinema se la serie avesse funzionato, e la serie ha funzionato eccome. Per molti resta una delle migliori produzioni dell’intera franquicia.
La decisione di trasformare quella che doveva essere una quarta stagione in un lungometraggio è nata dalla necessità. Tra maggio 2022 e febbraio 2023 gli sceneggiatori stavano lavorando ai nuovi episodi, con un rodaggio previsto per settembre 2023. Poi sono arrivati gli scioperi di Hollywood dell’estate 2023, che hanno bloccato tutto. La quarta stagione è stata accantonata e al suo posto è stato annunciato il film.
Una trilogia bloccata e troppi anni senza cinema
Il problema non era solo The Mandalorian e Grogu. Era tutto il resto. Poco prima degli scioperi, nell’aprile 2023 alla Star Wars Celebration di Londra, era stato annunciato il ritorno di Daisy Ridley nei panni di Rey per costruire una nuova Ordine Jedi. La regia del primo film era stata affidata a Sharmeen Obaid-Chinoy. Da quel momento in poi, però, è stato un continuo avvicendamento di sceneggiatori. Prima Damon Lindelof e Justin Britt-Gibson, che hanno lasciato il progetto nel marzo 2023. Poi Steven Knight, che ha abbandonato nell’ottobre 2024. Dal gennaio 2025 il copione è nelle mani di George Nolfi, ma in quasi due anni gli aggiornamenti concreti sono stati pochissimi.
Va ricordato che dal 2019, anno di uscita de L’ascesa di Skywalker, Lucasfilm aveva scelto di mettere in pausa i film per concentrarsi sulle serie televisive. Titoli come Obi-Wan Kenobi (che in origine doveva essere un film) e Ahsoka ne sono la prova. Ma il tempo passato senza un vero progetto cinematografico è stato francamente troppo. The Mandalorian e Grogu, con tutti i suoi limiti, ha riempito quel vuoto.
Il fattore merchandising: mai sottovalutare i pupazzi di Grogu
C’è poi un aspetto che spesso viene trascurato nelle analisi frettolose. Può darsi che The Mandalorian e Grogu non abbia fatto sfracelli in sala, ma i negozi si sono riempiti di nuovo con il merchandising del mandaloriano e del piccolo baby Yoda. E nella galassia di Star Wars, il merchandising non è un dettaglio secondario. È sempre stato uno dei motori economici principali della franquicia.
Basti pensare a George Lucas, che all’epoca del primo film negoziò il 40% dei diritti di commercializzazione accontentandosi di un compenso base relativamente modesto. Molti dirigenti dello studio risero di quella scelta, salvo poi rendersi conto che il vero business stava nelle action figure e nei modellini delle astronavi. Lucas incassò miliardi.
Lanciare un nuovo film con uno dei personaggi più adorabili della saga si traduce in vendite quasi automatiche. La produzione potrebbe non rientrare dai costi solo con il botteghino, ma le entrate legate al marchio raccontano un’altra storia.
Il budget stimato del film è di circa 155 milioni di euro e per raggiungere la redditività dovrebbe incassare tra 2 e 2,5 volte quella cifra. Nella prima settimana si è fermato a 155 milioni complessivi, ma restano ancora diverse settimane di programmazione. Se a questo si aggiungono le vendite di giocattoli, licenze, parchi tematici e tutto il resto dell’ecosistema commerciale, The Mandalorian e Grogu ha fatto esattamente quello per cui era stato pensato: tenere Star Wars in vita.