Un frammento reciso di cetriolo di mare può restare vivo e attivo per oltre tre anni, anche fuori dal corpo dell’animale, anche senza una bocca, anche immerso in acqua di mare piena di batteri. Sembra la trama di un film di fantascienza biologica, e invece è il risultato di uno studio condotto dai ricercatori della Memorial University of Newfoundland, in Canada, appena pubblicato sulla rivista Science Advances. Una scoperta che ribalta parecchie certezze sulla sopravvivenza dei tessuti animali e che apre scenari davvero interessanti per la medicina rigenerativa.
Dal laboratorio all’oceano aperto
In ambito biomedico, la scienza ha già ottenuto risultati importanti con le cosiddette linee cellulari immortali, come le celebri cellule HeLa, capaci di proliferare indefinitamente in laboratorio. Il problema, però, è che finora queste colture sono sempre state mantenute in condizioni cosiddette axeniche: ambienti sterilizzati, controllati al millimetro, completamente privi di batteri o altri organismi contaminanti. E anche così, i tessuti non avevano mai mostrato segni di crescita reale né la capacità di muoversi in modo autonomo.
Quello che rende lo studio sul cetriolo di mare qualcosa di radicalmente diverso è proprio il contesto. I ricercatori non hanno lavorato in un laboratorio asettico, ma in un habitat naturale, con tutta la complessità microbiologica che questo comporta. Rachel Sipler, autrice dello studio, ha usato un paragone piuttosto efficace per spiegare cosa sta succedendo: pensate a una lucertola che perde la coda. Sappiamo che alcune lucertole riescono a rigenerarla. Quello che il gruppo di ricerca sta cercando di capire è se, in qualche modo, la coda possa far crescere una nuova lucertola. Non ci sono ancora riusciti a ottenere un cetriolo di mare completo da un frammento, ma la crescita e la diversificazione cellulare osservate sono state definite sorprendenti, considerando che si parla di tessuti rimossi dal corpo dell’animale ormai da anni.
Un organismo che non smette di stupire
Gli echinodermi, la famiglia a cui appartengono i cetrioli di mare, sono noti da tempo per le loro capacità rigenerative. Ma si è sempre dato per scontato che il tessuto perso finisse per decomporsi nel giro di poco. Nessuno si aspettava il contrario. Nello studio, i ricercatori hanno prelevato frammenti da diverse parti di tre esemplari della specie Psolus fabricii e li hanno monitorati nel tempo. Con grande sorpresa, quei pezzi di tessuto non solo non si decomponevano dopo settimane, ma sembravano addirittura crescere.
Le analisi hanno rivelato prove concrete di diversificazione cellulare, attività del sistema immunitario e riorganizzazione dei tessuti. Ancora più stupefacente: pur essendo privi di bocca, quei frammenti riuscivano ad assorbire nutrienti direttamente dall’acqua di mare circostante. Dopo tre anni di osservazione, quando il team ha deciso di interrompere gli esperimenti per procedere con la pubblicazione, il tessuto era ancora vitale e attivo. Come ha sottolineato Sipler, l’acqua di mare naturale rappresenta probabilmente l’approccio sperimentale meno pulito e più diversificato dal punto di vista microbiologico che si potesse adottare. Eppure, proprio quell’ambiente ricco di batteri e materia organica ha finito per nutrire i frammenti, permettendo al tessuto di guarire e crescere.
Cosa potrebbe significare per la scienza
Il fatto che espianti di tessuto di un cetriolo di mare possano guarire, riorganizzarsi e sopravvivere in autonomia per anni in acqua di mare naturale apre prospettive concrete in diversi ambiti: dalla rigenerazione dei tessuti alla ricerca sulla guarigione antimicrobica. Sipler ha evidenziato come i progressi scientifici più significativi arrivino spesso quando si trova un analogo naturale di ciò che si sta studiando. Il cetriolo di mare possiede una capacità che nessuno sospettava, e questo resta un promemoria potente di quanto ancora ci sia da scoprire nell’ambiente marino e di quanto sia fondamentale proteggere queste risorse, che potrebbero custodire conoscenze preziose per il futuro della medicina.