Parlare di Red Dead Online senza tirare in ballo GTA Online è praticamente impossibile, e lo sa bene anche chi quei giochi li produce. Eppure, secondo il CEO di Take-Two Interactive, il multiplayer ambientato nel selvaggio West non è affatto quel progetto sprecato che buona parte della community descrive da anni. Anzi, a sentire le sue parole, si tratta di un prodotto che ha avuto un percorso di tutto rispetto, anche se la sua reputazione ha sempre sofferto un confronto ingombrante.
La questione è semplice e al tempo stesso complicata. Red Dead Online ha vissuto fin dal lancio sotto l’ombra gigantesca del fratello maggiore, quel GTA Online capace di generare ricavi mostruosi e di restare al centro dell’attenzione per oltre un decennio. Per molti giocatori, il comparto online di Red Dead Redemption 2 rappresenta una sorta di occasione mancata, un mondo con un potenziale enorme che non è mai stato sfruttato fino in fondo. Ma il CEO di Take-Two la vede in modo decisamente diverso.
Il peso dell’ombra di GTA Online
Le parole del numero uno di Take-Two sono piuttosto nette su questo punto. La sua posizione è che Red Dead Online sia stato “immensamente di successo e duraturo”, e che l’unico vero problema sia la percezione distorta creata dal paragone costante con GTA Online. Un paragone che, per forza di cose, penalizza qualsiasi altro prodotto della stessa azienda.
Il concetto espresso è chiaro: se Take-Two non avesse nel proprio catalogo un colosso come Grand Theft Auto, la gente parlerebbe semplicemente del fatto che l’azienda possiede un franchise enorme come Red Dead. È un ragionamento che ha una sua logica precisa. Quando hai in casa il titolo multiplayer più redditizio della storia dei videogiochi, tutto il resto finisce inevitabilmente in secondo piano, anche quando i numeri raccontano una storia tutt’altro che negativa.
E in effetti, guardando le cose con un minimo di distacco, Red Dead Online ha mantenuto una base di giocatori fedele e appassionata per diversi anni. Il problema, semmai, è stato il ritmo degli aggiornamenti, che a un certo punto si è rallentato in modo evidente, alimentando la frustrazione di chi sperava in un supporto più costante e ambizioso. Molti fan hanno interpretato quel calo di attenzione come la conferma che Rockstar Games avesse scelto di concentrare tutte le risorse su GTA Online, lasciando il Far West a se stesso.
Una questione di prospettiva, non di numeri
Quello che emerge dalle dichiarazioni del CEO è soprattutto un invito a cambiare prospettiva. Non definire Red Dead Online una “opportunità mancata” significa rivendicare i risultati ottenuti, anche quando questi risultati non reggono il confronto con quelli di un fenomeno culturale come GTA Online. È un po’ come avere in squadra il miglior marcatore di tutti i tempi e lamentarsi del secondo attaccante perché segna “solo” venti gol a stagione.
La community di Red Dead Online, dal canto suo, resta divisa. C’è chi apprezza quello che il gioco ha offerto nel corso del tempo e chi continua a pensare che con un po’ più di investimento e dedizione da parte di Rockstar, quel mondo aperto straordinario avrebbe potuto diventare qualcosa di ancora più grande. Entrambe le posizioni hanno i loro argomenti validi, ma la linea ufficiale di Take-Two è ormai tracciata: per l’azienda, Red Dead Online non è stato un fallimento né un’occasione persa, ma un successo che semplicemente ha avuto la sfortuna di convivere sotto lo stesso tetto con il più grande fenomeno del gaming online.
Le parole del CEO lasciano anche intuire quanto il peso di Grand Theft Auto influenzi ogni singola conversazione legata ai prodotti di Take-Two Interactive, rendendo quasi impossibile valutare qualsiasi altro titolo senza quel metro di paragone costantemente sullo sfondo.