La nuova pellicola di James Gray è sbarcata al Festival di Cannes e le prime reazioni parlano già di un ritorno in grande stile per uno dei registi più importanti del ventunesimo secolo. Paper Tiger, questo il titolo del film, riporta Gray esattamente dove il suo cinema ha sempre dato il meglio, le strade di New York, le famiglie di classe operaia, gli immigrati russi e quel confine sottilissimo tra il dramma familiare e il racconto criminale. Un territorio narrativo che il regista conosce a memoria, avendolo esplorato fin dai tempi di Little Odessa, passando per The Yards e La noche es nuestra (We Own the Night), fino ad arrivare al più recente Armageddon Time.
Il film è ambientato in una New York che sembra quella degli anni Settanta o Ottanta, anche se la collocazione temporale non viene mai esplicitata del tutto. Gray, del resto, è sempre sembrato un regista degli anni Settanta per stile e modo di girare, e questa atmosfera permea ogni inquadratura di Paper Tiger. La struttura è quella che i suoi fan conoscono bene: una famiglia composta da padre, madre e due fratelli la cui vita si complica inesorabilmente quando entra in contatto con il mondo della mafia russa.
Paper Tiger, il cast e la storia: Miles Teller, Adam Driver e Scarlett Johansson
Al centro del racconto ci sono Miles Teller e Scarlett Johansson, che interpretano una coppia con due figli, mentre Adam Driver veste i panni del fratello del personaggio di Teller. Quest’ultimo è un ex poliziotto di estrazione operaia che ha saputo destreggiarsi negli ambienti più torbidi riuscendo a trarne vantaggio. Il problema nasce quando coinvolge il fratello in un affare con dei russi che lavorano sul fiume, gente che in sostanza fa parte della criminalità organizzata. Da quel momento in poi, la vita di entrambi prende una piega drammatica e imprevedibile, con una trama che intreccia tensione e rapporti familiari in modo molto efficace.
Rispetto alle prime opere di Gray, dove il peso del genere poliziesco era decisamente più marcato, Paper Tiger segue la traiettoria delle ultime pellicole, con il dramma familiare che prende il sopravvento sul thriller mafioso puro. Non si tratta tanto di inseguimenti o sparatorie quanto di capire come certi legami pericolosi si infiltrano nelle dinamiche tra fratelli, tra marito e moglie, tra genitori e figli. È un film più intimo, più raccolto, sulla scia proprio di Armageddon Time, ma con una potenza emotiva che secondo le prime impressioni risulta notevole.
Adam Driver su un altro pianeta, qualche dubbio su Scarlett Johansson
Se c’è un elemento di Paper Tiger che ha colpito più di ogni altro, è la performance di Adam Driver. Il paragone che circola è quello con il Robert De Niro degli anni Settanta, e non è un accostamento fatto a cuor leggero. Driver gestisce un personaggio complesso, strano, capace di essere empatico e antipatico nello stesso momento, una creazione che ricorda per certi versi il Joaquin Phoenix de La noche es nuestra ma che appare ancora più stratificata e potente. La relazione tra i due fratelli, interpretati da Teller e Driver, è descritta come il cuore pulsante del film, la cosa che funziona meglio in assoluto.
Qualche perplessità riguarda invece il personaggio di Scarlett Johansson. L’arco drammatico che Gray le ha costruito non convince del tutto: risulterebbe esagerato e poco credibile. L’intenzione del regista sembra essere stata quella di modellare il ruolo sulla falsariga di una Gena Rowlands, ma Johansson, pur essendo un’attrice di talento riconosciuto da Match Point ai film Marvel, possiede qualità diverse che la rendono più adatta ad altri tipi di ruoli. Gray stesso ha espresso grande ammirazione per la sua interprete in diverse interviste, eppure quel segmento narrativo non riesce a raggiungere la stessa intensità del resto del film.
Paper Tiger di James Gray resta comunque un’opera diretta con una maestria fuori discussione, un ritorno alle radici del suo cinema che al Festival di Cannes ha fatto parlare soprattutto per la straordinaria prova del cast maschile e per quel modo unico che Gray ha di mescolare il racconto di genere con l’intimità delle relazioni familiari.
