Il programma Starship di SpaceX continua a tenere col fiato sospeso appassionati e addetti ai lavori. Dopo giorni di attesa, la società di Elon Musk ha comunicato un ulteriore rinvio per il dodicesimo volo di prova del suo razzo gigante: il lancio di Starship Flight 12 è ora previsto non prima del 21 maggio alle ore 00:30 (ora italiana), con uno slittamento di circa 24 ore rispetto alla finestra precedente, che era fissata al 20 maggio. Nel frattempo, a Starbase in Texas, gli ingegneri stanno portando avanti verifiche aggiuntive sull’hardware. Un ritardo che, a ben guardare, non sorprende affatto: quando si lavora con un sistema completamente riutilizzabile e profondamente rivisto come Starship, ogni singolo dettaglio può fare la differenza. E spesso questi piccoli slittamenti servono proprio a scongiurare guai ben peggiori in fase di lancio.
Quello che rende questo volo davvero speciale è il fatto che Flight 12 sarà il primo a impiegare hardware di terza generazione. Significa che, pur essendo il dodicesimo test, la missione rappresenta quasi un nuovo punto di partenza per Starship. Ogni elemento dell’architettura è stato rivisto e migliorato sulla base dell’esperienza accumulata nei lanci precedenti, tra prove, errori e continui aggiornamenti. Per questo motivo, né il booster né lo stadio superiore verranno recuperati: una scelta prudenziale mirata a ridurre i rischi, considerando quante attività nuove sono state introdotte. Il Super Heavy Booster 19 ammarerà nel Golfo del Messico pochi minuti dopo il decollo, mentre Ship 39 completerà la propria traiettoria con un ammaraggio nell’Oceano Indiano dopo circa 65 minuti.
Pad 2, motori Raptor 3 e modifiche strutturali importanti
Tra le novità più rilevanti c’è l’utilizzo per la prima volta del Pad 2 di Starbase, la nuova rampa di lancio che affianca (e in prospettiva potrebbe sostituire) il Pad 1 usato finora per tutti i voli di Starship. L’infrastruttura è stata progettata per essere più robusta e affidabile, pur mantenendo elementi ormai iconici come la torre Mechazilla. Grande attenzione è stata dedicata anche al sistema di soppressione della fiamma, fondamentale per gestire le sollecitazioni estreme generate dai motori. E il motivo è chiaro: alla base del booster ci sono 33 motori Raptor 3 atmosferici, più semplici rispetto alle versioni precedenti ma anche più potenti, con un conseguente aumento di calore, vibrazioni e onde sonore.
Il nuovo Super Heavy introduce anche modifiche strutturali di peso: la distribuzione del propellente è cambiata, la configurazione delle alette è stata rivista (tre al posto di quattro, ma di dimensioni maggiori) e l’anello di hot staging è stato integrato in modo permanente, senza più essere sganciato durante il rientro.
Satelliti Starlink, test sperimentali e lo sguardo verso Artemis III
Anche lo stadio superiore, Ship 39, porta con sé diverse novità. Tra gli obiettivi della missione c’è il rilascio di 22 mockup di satelliti Starlink di terza generazione, un passaggio fondamentale per testare le future operazioni di dispiegamento. Alcune unità saranno dotate di fotocamere per monitorare lo scudo termico durante il rientro, sfruttando anche piastrelle bianche per facilitare l’analisi visiva. La traiettoria resterà suborbitale, ma includerà il riavvio di un motore nello spazio e manovre già sperimentate nei voli precedenti, come quelle per stressare i flap o simulare il rientro verso la base.
