Chi sperava di mettere le mani su Raspberry Pi 6 in tempi brevi dovrà rivedere le proprie aspettative. Durante una sessione AMA (Ask Me Anything) tenuta su Reddit dai principali dirigenti della società, è emerso in modo piuttosto chiaro che la prossima generazione del celebre single-board computer non vedrà la luce prima del 2028. Un ritardo rispetto alle tempistiche a cui la community era abituata, e che porta con sé anche una scelta precisa sul fronte dell’intelligenza artificiale integrata: niente NPU, almeno per ora.
Storicamente, ogni nuova generazione di Raspberry Pi arriva con una cadenza di circa tre o quattro anni. Raspberry Pi 5, l’attuale modello di riferimento, è uscito nel 2023, quindi era ragionevole aspettarsi un successore tra il 2026 e il 2027. E invece no. Il CEO Eben Upton ha dichiarato che Pi 5 continuerà a essere il modello di punta ancora per diversi anni. A motivare questa dilatazione dei tempi ci sono ragioni concrete: la crisi dei chip di memoria innescata dalla corsa all’intelligenza artificiale e, più in generale, l’aumento dei costi di produzione che sta colpendo l’intero settore dell’elettronica in questo periodo.
Cosa aspettarsi da Raspberry Pi 6: più prestazioni, nessun coprocessore AI
Sul piano del design e della filosofia di prodotto, Raspberry Pi 6 non dovrebbe portare stravolgimenti particolari rispetto a quanto già conosciuto. L’obiettivo dichiarato è migliorare soprattutto le prestazioni: CPU più veloci, I/O potenziato e maggiore banda per la memoria RAM. Nulla di rivoluzionario nell’approccio, ma un passo avanti significativo sotto il cofano.
La posizione più interessante, e per certi versi controcorrente rispetto ad altre dev board concorrenti, riguarda però la NPU. Upton ha spiegato che l’azienda continua a credere nella CPU come piattaforma principale per l’edge AI, sostenendo che con il tempo i processori diventano più potenti mentre gli algoritmi richiedono meno risorse. In pratica, Raspberry Pi non sembra intenzionata a integrare un coprocessore AI dedicato direttamente nel Pi 6. Questo non significa che sarà impossibile aggiungerne uno esterno: già oggi, su Pi 5, è possibile farlo tramite gli AI HAT basati su Hailo, e la strada resterà aperta anche in futuro.
Il business dei microcontrollori supera quello dei single-board computer
Un altro dato emerso dalla sessione AMA è piuttosto indicativo della direzione che sta prendendo l’azienda. Il business dei microcontrollori ha ormai superato quello dei single-board computer in termini di spedizioni annuali. È un dato che racconta molto di come si stia evolvendo il mercato e di dove Raspberry Pi stia trovando i volumi più importanti.
