La guida assistita BYD riduce gli incidenti gravi a un sesto rispetto alla guida completamente umana. Non un claim pubblicitario buttato lì per fare scena, ma un dato ricavato da una base statistica enorme: quasi tre milioni di auto in circolazione, distribuite su oltre sessanta modelli. Il parametro utilizzato è quello che conta davvero nel settore, ovvero il numero di incidenti con apertura degli airbag ogni dieci milioni di chilometri percorsi. A presentare questi numeri è stato Yang Dongsheng, vicepresidente del colosso di Shenzhen e direttore dell’Automotive New Technology Research Institute, durante la tredicesima edizione della Intelligent Connected Vehicle Technology Annual Conference, svoltasi a Shanghai il 21 maggio. E non è un caso che pochi giorni dopo, il 28 maggio, BYD abbia in programma un evento interamente dedicato alla strategia sulla guida intelligente, con voci insistenti su un nuovo capitolo del sistema God’s Eye e sulla sua estensione a un parco vetture ancora più vasto.
Sessanta modelli e numeri che parlano da soli
La vera forza di questi dati sta nella scala. BYD ha avviato il piano di estensione dei sistemi di assistenza alla guida di livello 2 all’inizio del 2025, portandoli a bordo di quasi tutta la gamma destinata ai clienti privati. I risultati in termini di adozione sono piuttosto eloquenti: la navigazione assistita viene attivata in oltre il 50% dei viaggi, mentre l’assistenza al parcheggio raggiunge un tasso di utilizzo vicino all’86%. Vuol dire che gli automobilisti cinesi hanno smesso di temere il momento in cui il software prende in mano le manovre più ostiche. Il programma di garanzia introdotto a luglio 2025 sul sistema di parcheggio ha probabilmente dato la spinta finale, visto che BYD copre direttamente i rischi residui. E i risultati sembrano dare ragione alla strategia: graffi e urti minori durante le manovre automatizzate scendono a circa un cinquantesimo rispetto al parcheggio gestito dall’uomo.
L’architettura Xuanji e i test al limite
Il cuore tecnico di tutto è l’architettura Xuanji, la piattaforma che fonde elettronica di bordo e powertrain in un unico organismo. Non è roba da ingegneri e basta, perché è proprio questa integrazione a permettere ai motori elettrici e al telaio di reagire come un corpo solo. Yang ha citato la capacità del sistema di stabilizzare il veicolo in 200 millisecondi, una finestra temporale impercettibile per chi guida ma sufficiente al software per orchestrare la risposta di motori e sospensioni in caso di emergenza. Sul piano dello sviluppo, BYD dichiara di aggiornare gli algoritmi ogni tre giorni, alimentando il proprio cloud con circa 190 milioni di chilometri di guida al giorno generati dalla flotta. Su questa montagna di dati lavorano modelli simulati e tecniche di reinforcement learning pensate per addestrare le auto a riconoscere gli scenari rari, quelli che capitano una volta su un milione e che in autostrada possono fare la differenza tra un viaggio tranquillo e un titolo di cronaca.
Nella presentazione hanno trovato spazio anche le prove estreme. Scoppi di pneumatico ad alta velocità, fondi viscidi, neve, pioggia battente: la dotazione di intelligenza artificiale a bordo gestisce guida predittiva e contromisure difensive, lavorando insieme alla rete di sensori. BYD afferma di aver superato gli stress test sullo scoppio gomma oltre i 200 km/h, mantenendo il veicolo in traiettoria attraverso il coordinamento istantaneo di motori e telaio. Per il parcheggio, il sistema combina la visual occupancy network con il rilevamento da lidar, una doppia mappatura capace di riconoscere anche ostacoli sospesi o cavità del terreno, punti ciechi classici dei radar tradizionali.
Atto 3, Seal 08 e i numeri di vendita
I dati presentati a Shanghai non restano confinati nei laboratori. La BYD Atto 3 aggiornata, lanciata in Cina proprio in questi giorni, porta 120 km di autonomia in più secondo il ciclo CLTC e la ricarica Flash Charging, con un prezzo di partenza intorno ai 15.300 euro. Subito dietro arriva Seal 08, la berlina ammiraglia attesa nel secondo trimestre, che combinerà sterzo posteriore e ricarica ultrarapida. Sul fronte commerciale, ad aprile 2026 BYD ha consegnato 314.100 vetture elettrificate nel mondo, con un rimbalzo del 6,2% rispetto a marzo ma una flessione del 15,7% nel confronto annuale. Numeri che fotografano un’azienda impegnata a difendere la propria quota globale nel momento stesso in cui prova a riscrivere lo standard della guida intelligente cinese. L’evento del 28 maggio dirà quanto in alto BYD ha deciso di posizionare l’asticella.
