Chi usa uno smartwatch Amazfit per allenarsi in palestra sa bene quanto fosse frustrante sincronizzare una sessione di pesi su Strava e ritrovarsi davanti a un’attività praticamente vuota, senza dettagli utili. Niente esercizi, niente serie, niente carichi. Solo un blocco generico che non raccontava nulla del lavoro fatto. Tutto questo sta per cambiare grazie a un nuovo accordo tra le due piattaforme, che promette di trasformare il modo in cui vengono visualizzati e condivisi gli allenamenti di forza.
Amazfit è stata selezionata come uno dei 14 partner di lancio per quello che Strava definisce il più grande aggiornamento di sempre dedicato al mondo dei pesi. E non si tratta di un ritocco cosmetico: le sessioni registrate tramite l’app Zepp e caricate su Strava includeranno finalmente esercizi dettagliati, serie, ripetizioni, carichi utilizzati e persino una mappa muscolare visiva generata in automatico. Quella mappa permetterà di capire a colpo d’occhio quali gruppi muscolari sono stati coinvolti durante l’allenamento, offrendo una panoramica che finora era disponibile solo nelle app specializzate nel bodybuilding.
Ma non finisce qui. La nuova integrazione porta con sé anche un registro dedicato all’allenamento di forza, pensato per tracciare nel tempo i progressi su peso, volume di lavoro e ripetizioni. Per una piattaforma che ha costruito la propria identità quasi interamente attorno a corsa e ciclismo, è un passaggio tutt’altro che banale.
Perché Strava ha deciso di puntare forte sulla palestra
I numeri parlano chiaro. Nel corso del 2025, sulla piattaforma sono stati caricati oltre 500 milioni di workout legati al sollevamento pesi. Una cifra enorme, che spiega perfettamente la direzione intrapresa. Strava non poteva più ignorare una fetta così grande della propria community, e l’apertura verso l’allenamento ibrido rappresenta una mossa strategica molto precisa.
Dietro questa evoluzione potrebbe nascondersi anche qualcosa di più grande. Alcune indiscrezioni emerse nei mesi scorsi parlano di una documentazione riservata presentata per una possibile quotazione in borsa negli Stati Uniti, con una valutazione stimata attorno ai 2 miliardi di euro circa. Ampliare il pubblico oltre gli sport di endurance diventa quindi fondamentale anche in ottica di crescita finanziaria.
Ed è proprio qui che il ruolo di Amazfit diventa strategico. L’azienda ha comunicato in modo molto chiaro la volontà di rafforzare il concetto di allenamento ibrido, combinando forza, resistenza e recupero all’interno di un ecosistema unificato. L’app Zepp resta il centro di questa esperienza, raccogliendo i dati dagli smartwatch e dagli altri dispositivi del brand per restituire una visione completa dell’evoluzione atletica nel tempo. Con l’integrazione su Strava, però, queste informazioni escono dal perimetro dell’ecosistema Zepp e diventano parte di una piattaforma globale che conta oltre 195 milioni di atleti. Corse, uscite in bici, sessioni di forza e recupero vengono collegati in un’unica esperienza condivisa, con un valore aggiunto anche dal punto di vista sociale.
Quando arrivano le novità e quanto costano
La parte migliore di tutta la faccenda è che non bisognerà mettere mano al portafoglio. Tutte le nuove funzionalità verranno distribuite gratuitamente agli utenti Strava a livello globale nelle prossime settimane. Non sono previsti costi aggiuntivi per sfruttare l’integrazione avanzata con l’app Zepp.
