Spotify ha deciso di fare un passo deciso verso il futuro, annunciando l’arrivo di remix generati con l’intelligenza artificiale e una nuova app dedicata alla creazione di podcast personalizzati tramite AI. Due novità che cambiano parecchio il modo in cui milioni di persone potrebbero interagire con la musica e i contenuti audio sulla piattaforma di streaming più popolare al mondo.
La prima grande novità riguarda proprio i remix AI. Spotify ha stretto una collaborazione con Universal Music Group, che fornirà le licenze per i diritti musicali, e questo è un dettaglio tutt’altro che secondario. Significa che gli artisti coinvolti riceveranno una royalty ogni volta che un loro brano viene utilizzato per generare un remix. Non si tratta quindi di un esperimento selvaggio, ma di un meccanismo pensato per tutelare anche chi la musica la crea davvero.
Il funzionamento è piuttosto semplice: gli utenti potranno creare remix personalizzati fornendo un prompt, cioè un’istruzione testuale che guiderà l’intelligenza artificiale nella generazione del contenuto. Attenzione, però: questa funzionalità non sarà aperta a tutti. Potranno accedervi soltanto gli utenti Premium, quelli che hanno sottoscritto un abbonamento mensile o annuale alla piattaforma. Una volta creato il remix, sarà possibile condividerlo con amici e familiari direttamente dentro Spotify.
Alex Norström, CEO di Spotify, ha sottolineato in un comunicato ufficiale come questo approccio cerchi di mettere d’accordo tutte le parti coinvolte: da una parte gli utenti che vogliono sperimentare, dall’altra gli artisti che meritano un compenso economico equo per l’utilizzo delle loro opere protette da copyright. Quando esattamente questa funzionalità arriverà su tutti i mercati globali non è ancora chiaro. Bisognerà aspettare aggiornamenti ufficiali che dovrebbero arrivare nel corso delle prossime settimane o mesi.
Spotify Studio: podcast generati dall’AI su misura per ogni utente
Ma le novità non finiscono qui. Insieme ai remix, Spotify ha presentato anche Studio, un’applicazione separata e standalone pensata per generare podcast quotidiani personalizzati grazie all’intelligenza artificiale. Anche in questo caso il meccanismo si basa sui prompt forniti dall’utente, che potrà decidere liberamente di cosa vuole sentir parlare.
La cosa interessante è la profondità con cui Studio può attingere alle informazioni. Non si limita a pescare dalla cronologia interna di Spotify: con il consenso dell’utente, l’app potrà accedere alla casella email, al calendario e alle note personali per costruire podcast davvero su misura. Si va dalla ricerca di informazioni su un argomento specifico fino alla programmazione dettagliata di un viaggio, tanto per fare un paio di esempi concreti. Tutti i contenuti generati tramite Spotify Studio potranno essere salvati nella libreria della piattaforma principale, il che rende l’esperienza piuttosto fluida tra le due applicazioni. Il lancio di Studio è previsto nelle prossime settimane, con una limitazione importante: il servizio sarà accessibile esclusivamente agli utenti maggiorenni.
