Il fondo automotive da 1,343 miliardi di euro è stato finalmente sbloccato. Il Governo ha dato il via libera definitivo al cosiddetto “DPCM Automotive”, un provvedimento che punta tutto sul sostegno alle imprese della filiera, sugli investimenti produttivi e sulla ricerca e innovazione, affiancando a questi obiettivi anche incentivi mirati per la mobilità sostenibile e il rinnovo del parco circolante dei veicoli commerciali.
Niente nuova tornata di incentivi per le auto elettriche, quindi. La direzione stavolta è un’altra: spingere la ricerca e l’innovazione nelle nuove tecnologie della mobilità, sostenere gli investimenti produttivi per affrontare la transizione industriale ed energetica proprio nel momento in cui le case automobilistiche stanno rivedendo i loro piani per rispondere alla concorrenza asiatica e alle sfide di un mercato che cambia velocemente. Lo ha chiarito lo stesso Ministero dell’Industria e del Made in Italy (Mimit) nella nota ufficiale che accompagna il provvedimento.
Il 70% dei fondi va all’industria
La scelta del Governo, con questo fondo automotive, è piuttosto netta: il 70% delle risorse è destinato direttamente al comparto industriale. I soldi finanzieranno accordi per l’innovazione legati a progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, contratti di sviluppo e i cosiddetti “Mini Contratti di sviluppo”, uno strumento nuovo pensato per essere più accessibile alle PMI del settore automotive.
Il ministro Adolfo Urso ha parlato di un piano strutturale con l’obiettivo di sostenere la trasformazione dell’intera filiera, dalla componentistica ai nuovi sistemi di mobilità, fino alle tecnologie più avanzate per veicoli sostenibili, connessi, autonomi e sicuri. Ha ribadito la linea seguita fin dall’inizio: spostare l’asse dai sussidi diretti al mercato verso il sostegno agli investimenti delle imprese, con strumenti che puntano su sviluppo, ricerca, innovazione, riconversione produttiva e crescita industriale. Va detto, però, che il fondo automotive al momento risulta tagliato di 251 milioni di euro, somma dirottata per finanziare il recente taglio delle accise, in vigore fino al 6 giugno 2026. Questa cifra dovrebbe essere rifinanziata entro luglio.
Il tavolo automotive e la questione incentivi
Insieme all’approvazione del decreto, il ministro Urso ha convocato per martedì 14 luglio il “Tavolo nazionale sul settore automotive”, un appuntamento atteso da tempo. L’incontro arriverà a circa un paio di mesi dalla presentazione del nuovo piano industriale di Stellantis, che prevede investimenti dedicati anche agli stabilimenti italiani. Un passaggio importante, considerando quanto il destino della filiera nazionale sia legato alle scelte del gruppo.
Sul fronte degli incentivi, la conferma è quella già anticipata qualche mese fa: nessun bonus per l’acquisto di auto elettriche. I sostegni saranno riservati ai veicoli commerciali, con la possibilità che nel perimetro rientrino anche scooter elettrici e microcar. Su questi ultimi aspetti, però, mancano ancora dettagli precisi e bisognerà attendere le prossime comunicazioni del Governo per capire esattamente chi potrà beneficiarne e con quali modalità.
