Trump Phone T1 parte nel peggiore dei modi possibili: confermata una fuga di dati che ha esposto informazioni personali dei clienti. Lo smartphone color oro, legato alla famiglia del Presidente degli Stati Uniti, stava muovendo i primi passi sul mercato proprio in queste settimane, ma il debutto si è trasformato rapidamente in un caso di sicurezza informatica che rischia di compromettere la già fragile credibilità del progetto.
Dati personali esposti: cosa è successo
Il portavoce Chris Walker ha confermato che alcune informazioni sensibili sono state effettivamente esposte. Nel dettaglio, si parla di nomi, cognomi, indirizzi email e di residenza, numeri di telefono e codici identificativi degli ordini effettuati dai clienti. La società ha dichiarato di aver avviato un’indagine interna per chiarire la dinamica dell’accaduto e, almeno stando alla versione ufficiale, non avrebbe trovato traccia di una diffusione pubblica dei dati online. Su quest’ultimo punto, però, diverse segnalazioni raccontano una storia piuttosto diversa.
La responsabilità del leak è stata attribuita a un fornitore di terze parti, di cui non è stato fatto il nome. L’azienda ha inoltre precisato che il proprio network, i sistemi interni e l’infrastruttura di Trump Mobile non risultano compromessi. Vale la pena ricordare che l’operatore virtuale si appoggia alla rete di T-Mobile. Ai clienti coinvolti, al momento, non è ancora stata inviata alcuna notifica formale.
Tutto è partito la scorsa settimana, quando alcuni youtuber hanno raccontato pubblicamente di aver ricevuto un avviso relativo alla compromissione delle loro informazioni personali. L’allarme era arrivato da ricercatori di sicurezza indipendenti, che avevano collegato la violazione al dominio trumpmobile.com, in seguito a ordini effettuati per Trump Phone T1.
Vendite deludenti e problemi fin dall’inizio
La fuga di informazioni ha avuto anche un effetto collaterale piuttosto imbarazzante: ha permesso di stimare il numero di ordini effettuati, sulla base degli ID esposti. Si parla di circa 30.000 unità, un dato che non rappresenta esattamente un successo commerciale. Del resto, il progetto ha incontrato serie difficoltà fin dal suo annuncio, al punto da dover rinunciare all’etichetta Made in USA per problemi legati alla fase di produzione.
Sul fronte delle specifiche tecniche, Trump Phone T1 monta un display AMOLED da 6,78 pollici con refresh rate a 120 Hz, una tripla fotocamera posteriore da 50+50+8 megapixel, fotocamera frontale da 50 megapixel e una batteria da 5.000 mAh con ricarica rapida da 30 W. Il processore è uno Snapdragon 7, con sistema operativo Android. Niente di particolarmente entusiasmante, insomma, considerando il posizionamento e il clamore mediatico che ha accompagnato il lancio.
L’operatore virtuale e il modello di business
L’operatore virtuale Trump Mobile è stato fondato dai figli del tycoon, Donald Jr ed Eric Trump. La vendita dello smartphone in sé rappresenta un business accessorio: il cuore dell’attività è la fornitura di connettività mobile senza limitazioni al costo di circa 44 euro al mese, con velocità ridotta dopo i primi 20 GB di traffico dati. Anche le cifre dell’abbonamento non sono casuali: Donald Trump è il 47esimo e fu il 45esimo Presidente nella storia degli Stati Uniti, e il prezzo originale di EUR 41 riflette proprio questa doppia numerazione.
Un progetto nato con grandi ambizioni promozionali, dunque, che tra problemi produttivi, vendite contenute e ora anche un leak di dati personali, fatica a trovare la strada giusta fin dai primi giorni di vita sul mercato.
