Un firmware buggato distribuito tramite Windows Update sta trasformando alcuni dei portatili più costosi di HP in costosissimi fermacarte. E no, non è un modo di dire. Da qualche settimana, diversi utenti stanno segnalando problemi gravissimi dopo l’installazione automatica di un aggiornamento del BIOS su macchine professionali di fascia altissima. I modelli coinvolti sono gli HP ZBook Ultra G1a e gli EliteBook X G1a, workstation mobili pensate per professionisti e aziende, con un prezzo che può tranquillamente superare i 4.000 euro. Parliamo quindi di strumenti di lavoro fondamentali, non di giocattoli. E il fatto che siano stati resi inutilizzabili da un aggiornamento automatico rende tutta la faccenda ancora più amara.
Stando alle testimonianze raccolte sui forum HP e su Reddit, i sintomi dopo l’installazione del firmware incriminato sono piuttosto vari ma tutti seri: blocchi completi in fase di avvio, ventole che girano al massimo senza motivo apparente, schermate blu di Windows. In certi casi, il sistema diventa del tutto inaccessibile subito dopo il riavvio successivo all’aggiornamento. E qui si arriva al nodo centrale della questione: quegli aggiornamenti del BIOS erano classificati come critici, il che significa che Windows Update li ha installati in automatico, senza chiedere nulla. Nessun avviso, nessuna conferma. Gli utenti si sono ritrovati con un computer che non funzionava più senza aver fatto assolutamente niente di sbagliato.
Recupero complicato e precedenti poco rassicuranti
Che un produttore rilasci un firmware difettoso, purtroppo, può capitare. Quello che rende questa situazione particolarmente problematica è la combinazione di fattori: da un lato è quasi impossibile evitare l’installazione dell’aggiornamento, dall’altro tornare indietro non è affatto semplice. Alcuni utenti hanno provato a fare un downgrade sfruttando funzioni di recupero BIOS via rete, ma c’è un ostacolo pratico non da poco: né HP ZBook Ultra G1a né EliteBook X G1a dispongono di una porta Ethernet integrata. Serve quindi un dongle USB tipo C, e bisogna sperare che sia un modello riconosciuto nativamente dal dispositivo. Non esattamente uno scenario ideale quando si ha una macchina da lavoro bloccata e delle scadenze da rispettare.
HP ha dichiarato di essere a conoscenza del problema e di star indagando, invitando nel frattempo gli utenti colpiti a contattare il supporto tecnico. Sembra anche che i firmware difettosi siano stati rimossi dal canale di distribuzione di Windows Update, il che almeno dovrebbe evitare nuove vittime. Ma per chi ha già installato l’aggiornamento, la situazione resta complicata. Val la pena ricordare che non è la prima volta che HP si trova in una situazione simile: circa un paio di anni fa era successo qualcosa di analogo con diversi modelli della famiglia ProBook. Anche allora le possibilità di risolvere in autonomia erano molto ridotte, e molti utenti avevano dovuto affidarsi all’assistenza ufficiale. Nei casi più gravi era stato addirittura necessario sostituire la scheda madre.
Il problema di fondo: firmware critici distribuiti senza controllo reale
Tutta questa vicenda riaccende un dibattito che ciclicamente torna a galla: ha davvero senso che Windows Update distribuisca in automatico aggiornamenti firmware che operano a un livello così profondo della macchina? Se qualcosa va storto, e come si è visto può andare storto eccome, il computer rischia semplicemente di non accendersi più. Microsoft, per quanto si sforzi, non ha un controllo abbastanza stretto sul proprio ecosistema hardware per poter garantire che situazioni del genere non si verifichino. HP dal canto suo dovrà fare chiarezza su come un firmware con problemi di questa portata abbia potuto superare i controlli di qualità e finire direttamente nelle mani degli utenti attraverso un canale di aggiornamento automatico.
