La notizia ha fatto parecchio rumore tra chi possiede un Samsung Galaxy S23: con l’arrivo dell’aggiornamento One UI 8.5, Samsung ha introdotto sui suoi dispositivi di punta diverse novità piuttosto interessanti, dal menu rapido più personalizzabile alle nuove opzioni per la schermata di blocco, passando per funzionalità Galaxy AI inedite. Tra le aggiunte più attese, però, ce n’è una che sta facendo discutere parecchio: la possibilità di condividere file con dispositivi Apple tramite AirDrop. Una funzione che Google aveva portato per la prima volta sui Pixel lo scorso anno e che ora debutta anche nell’ecosistema Samsung, ma solo su alcuni modelli selezionati. E qui nasce il problema.
Chi ha un Galaxy S23 si è ritrovato tagliato fuori da questa novità. E la reazione online è stata immediata, come spesso accade in questi casi. Forum, subreddit e canali dedicati si sono riempiti di commenti piuttosto accesi, con molti utenti che puntano il dito contro Samsung accusandola di praticare quella che viene comunemente chiamata obsolescenza programmata: in sostanza, la strategia con cui un produttore limiterebbe di proposito le funzionalità dei dispositivi meno recenti per spingere chi li possiede a comprarne uno nuovo prima del tempo.
Secondo gli utenti, l’hardware basterebbe eccome
La questione diventa ancora più spinosa se si guarda l’aspetto tecnico, che è proprio l’argomento sollevato dalla community. Diversi utenti sostengono che il chip Snapdragon 8 Gen 2 montato su Galaxy S23 sarebbe perfettamente in grado di supportare il protocollo su cui si basa AirDrop.
Per capire il punto, vale la pena fare un piccolo passo indietro. AirDrop funziona attraverso un protocollo proprietario di Apple chiamato AWDL (Apple Wireless Direct Link), che sfrutta il modulo Wi-Fi del dispositivo per suddividere i dati in piccoli pacchetti e cambiare canale Wi-Fi a velocità elevatissima, anche centinaia di volte al secondo, mantenendo attivo il trasferimento peer to peer senza interrompere la connessione a internet. È quindi il modulo Wi-Fi l’elemento centrale dell’intera operazione.
Ora, lo Snapdragon 8 Gen 2 supporta il sistema FastConnect 7800 di Qualcomm, compatibile con il Wi-Fi 7, che sulla carta non dovrebbe avere alcuna difficoltà a interfacciarsi con AWDL. Ecco perché molti utenti sono convinti che il problema non sia legato all’hardware, ma a una scelta aziendale vera e propria.
Perché Samsung difficilmente cambierà idea
Nonostante il malcontento diffuso, è piuttosto improbabile che Samsung o Google decidano di fare marcia indietro. Portare la compatibilità con AirDrop su dispositivi più datati richiede un lavoro di ottimizzazione e test specifico per ogni chipset, un investimento di risorse che evidentemente né Samsung né Google sembrano intenzionati a sostenere per un telefono che ha ormai quasi tre anni di vita.
C’è un dettaglio che rende la cosa ancora più amara per chi possiede Galaxy S23: il dispositivo ha ancora un anno di aggiornamenti software garantiti. E sapere di essere ancora “dentro” il ciclo di supporto ufficiale, ma esclusi da una funzione così richiesta, non è esattamente il massimo della coerenza agli occhi di chi ha speso parecchio per quel telefono.
