Sembra luglio, ma il calendario dice tutt’altro. L’ondata di calore che sta colpendo gran parte dell’Europa occidentale in questi giorni ha fatto schizzare le temperature fino a 10 e persino 12 gradi oltre la media del periodo, trasformando la fine di maggio in qualcosa di molto più simile alla piena estate. E il dato che preoccupa di più non è tanto il picco raggiunto, quanto la persistenza di questo caldo anomalo, che secondo le previsioni continuerà ancora per diversi giorni. Una precisazione importante: stavolta El Niño non c’entra nulla.
Ma allora cosa sta succedendo? Il meccanismo è piuttosto chiaro, anche se il risultato è decisamente fuori scala. Un’enorme massa di aria bollente proveniente dal Marocco è rimasta letteralmente intrappolata da un blocco atmosferico. In pratica, l’alta pressione funziona come un coperchio che impedisce all’aria calda di disperdersi. Questo provoca un fenomeno chiamato compressione adiabatica: l’aria viene compressa e si riscalda ulteriormente, accumulandosi giorno dopo giorno e facendo salire le temperature in modo sempre più marcato. Il risultato è quello che stiamo vivendo sulla nostra pelle, in senso molto letterale.
L’Europa si conferma il continente che si scalda più in fretta
Quello che rende questa situazione ancora più significativa è il contesto più ampio. Le ondate di calore stanno diventando sempre più frequenti e intense, e l’Europa si conferma il continente che si sta riscaldando più rapidamente al mondo. Non è un’opinione, è un dato che ormai emerge con regolarità da ogni analisi climatica. E questo maggio 2025 ne è la dimostrazione più concreta.
L’anticiclone di matrice subtropicale raggiungerà la sua massima espansione giovedì 29 maggio, portando con sé temperature da record per il mese di maggio in mezza Europa. In Italia alcune località hanno già toccato i 35°C, un valore che normalmente si associa al cuore dell’estate e non certo all’ultima settimana di maggio. Ma non è solo un problema italiano. In Francia si registrano valori analoghi, mentre nel Regno Unito l’area di Londra ha raggiunto i 34°C, che rappresentano il valore più alto mai registrato per questo periodo dell’anno. Un dato che ha fatto notizia anche oltreconfine. In Portogallo la situazione è ancora più estrema, con temperature previste prossime ai 40 gradi.
Perché questa ondata di calore è diversa dalle altre
A rendere questa ondata di calore particolarmente insidiosa è proprio la sua durata. Non si tratta di un picco isolato destinato a rientrare nel giro di 24 o 48 ore. Il blocco atmosferico che tiene in ostaggio l’aria calda sul continente non mostra segni di cedimento imminente, e le previsioni indicano che il caldo eccezionale accompagnerà l’Europa ancora per diversi giorni dopo il raggiungimento del picco. Questo tipo di persistenza è quello che crea i maggiori problemi sia per la salute delle persone, in particolare le fasce più vulnerabili, sia per l’agricoltura e le risorse idriche.
