Il futuro di Bungie sembra attraversare una fase particolarmente delicata. Lo studio ha ufficialmente annunciato che il supporto a Destiny 2 sta per concludersi: nelle prossime settimane arriverà l’ultimo aggiornamento del gioco, dopodiché non verranno rilasciati nuovi contenuti. Il titolo resterà comunque accessibile alla community, ma di fatto la sua stagione creativa è finita. E la domanda che molti si stanno ponendo è semplice quanto scomoda: e adesso?
La risposta, almeno stando a quanto emerge, non prevede un Destiny 3. Nessun sequel è attualmente in produzione, e questo rappresenta un segnale forte per chi sperava in una naturale evoluzione della serie. Lo studio sembra aver preso una direzione diversa, concentrando tutte le risorse disponibili su Marathon, il progetto che da tempo rappresenta la grande scommessa di Bungie per il prossimo capitolo della propria storia. Il problema, però, è che Marathon sta facendo parecchia fatica a decollare, e questo alimenta ulteriori preoccupazioni sul futuro dell’azienda.
Team spostato su Marathon e ombre di licenziamenti
Con la chiusura del supporto a Destiny 2, il personale che lavorava al gioco è stato riallocato verso lo sviluppo di Marathon. Una mossa che sulla carta ha senso: se non ci sono più contenuti da produrre per il vecchio titolo, convogliare le energie su quello nuovo è la scelta logica. Ma il contesto in cui avviene questa transizione non è dei più sereni. Si parla apertamente del rischio di licenziamenti, un tema che ormai accompagna Bungie da diversi mesi e che pesa come un macigno sul morale interno e sulla percezione esterna dello studio.
Il punto critico è proprio Marathon. Il gioco, che dovrebbe rappresentare il rilancio creativo e commerciale di Bungie, non sta mostrando i segnali di slancio che ci si aspetterebbe. Le difficoltà nel trovare una formula convincente, unite alle pressioni da parte di Sony (che ha acquisito lo studio nel 2022), rendono il quadro piuttosto complicato. Se Marathon non dovesse raggiungere i risultati sperati, le conseguenze per Bungie potrebbero essere pesanti, sia in termini di organico che di autonomia decisionale.
Destiny 3 non è nei piani, e la community si interroga
Per i fan storici della serie, la notizia che Destiny 3 non è in lavorazione è difficile da digerire. Destiny 2 ha attraversato alti e bassi nel corso degli anni, ma ha mantenuto una base di giocatori fedele e appassionata. Sapere che non ci sarà un seguito diretto, almeno per ora, lascia un vuoto che Marathon da solo potrebbe non riuscire a colmare, soprattutto se il nuovo titolo continuerà a faticare nel conquistare l’attenzione del pubblico.
Bungie si trova quindi in una posizione in cui tutto dipende dal successo di un singolo progetto. La fine del supporto a Destiny 2 chiude un’epoca, e senza Destiny 3 all’orizzonte lo studio non ha una rete di sicurezza. Il team è stato concentrato su Marathon, i licenziamenti restano una possibilità concreta e il margine di errore si è ridotto drasticamente. Per uno studio che ha scritto pagine importanti della storia dei videogiochi, la posta in gioco non è mai stata così alta.
