La basura espacial sta creando un problema serio e molto concreto qui sulla Terra, e riguarda qualcosa che nessuno si aspetterebbe: la capacità di individuare gli incendi nelle loro primissime fasi. Esiste un satellite della NASA che riesce a scovare un rogo praticamente dal primo sbuffo di fumo, ancora prima che qualcuno chiami i vigili del fuoco. Eppure le mappe prodotte grazie a questo strumento stanno iniziando a mostrare dei vuoti inspiegabili, dei veri e propri punti ciechi dove un incendio può propagarsi indisturbato. Il motivo? Quel satellite è costretto a spostarsi continuamente dalla sua traiettoria per evitare i detriti che affollano lo spazio intorno alla Terra.
Il satellite in questione si chiama Aqua e fa parte del Sistema di Osservazione della Terra (EOS) della NASA, insieme ad altri due satelliti: Terra e Aura. Aqua è stato lanciato nel 2002 e, come suggerisce il nome, la sua missione principale riguarda l’acqua: analizza l’evaporazione degli oceani, il vapore acqueo atmosferico, le nuvole, le precipitazioni, l’umidità del suolo, il ghiaccio e la neve. A bordo però c’è uno strumento chiamato MODIS, progettato per studiare il ciclo dell’acqua, che si è rivelato anche un eccezionale rilevatore di incendi. MODIS misura le radiazioni infrarosse e riesce a individuare punti di calore e fumo minimi, permettendo ai servizi di emergenza di intervenire in modo rapido e mirato. Dal 2002 la NASA lo usa per elaborare mappe di incendi che hanno contribuito a salvare vite e a proteggere enormi estensioni di terreno. Un effetto collaterale preziosissimo, insomma, che oggi è seriamente a rischio.
NASA Aqua: trent’anni di detriti e manovre d’emergenza
Terra è stato il primo satellite del programma EOS, lanciato nel 1999 con il compito di analizzare le interazioni tra atmosfera, superficie terrestre, neve, ghiaccio e oceani. Poi è arrivato Aqua nel 2002 e infine Aura nel 2004, dedicato alla chimica dell’atmosfera, allo stato dello strato di ozono e alla qualità dell’aria. Tutti e tre operano in orbita terrestre bassa, abbastanza vicini alla superficie da poter svolgere le loro osservazioni con precisione. Ed è proprio lì che il problema della spazzatura spaziale si fa più grave, perché l’influenza gravitazionale trattiene enormi quantità di detriti in quella fascia orbitale.
Dal 2005 si stima che i tre satelliti EOS abbiano dovuto deviare dalla loro rotta almeno 32 volte per evitare collisioni con frammenti di basura espacial. Ogni manovra di questo tipo non solo impedisce ai satelliti di svolgere correttamente le proprie funzioni, creando quei famosi punti ciechi nelle mappe, ma consuma anche una quantità significativa di combustibile extra. Aqua, Terra e Aura hanno tutti superato la loro vita utile prevista, il che di per sé sarebbe una buona notizia. Ma proprio a causa di queste manovre non programmate stanno bruciando carburante molto più velocemente del previsto, e potrebbero smettere di funzionare nel giro del prossimo anno o di quello successivo.
Un problema che non ha ancora raggiunto il suo picco
Fortunatamente esistono altri satelliti in orbita dedicati al rilevamento degli incendi, e la stessa NASA ne gestisce diversi. Però Aqua resta uno di quelli che ha dato i risultati migliori nel corso degli anni. E il punto centrale della questione va ben oltre un singolo satellite: il rischio legato alla basura espacial riguarda moltissimi altri veicoli spaziali, appartenenti a numerose agenzie e aziende di tutto il mondo.
L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) sta attualmente monitorando più di 50.000 frammenti di spazzatura spaziale in orbita. Se si considerano gli oggetti più piccoli, quelli tra 1 centimetro e 10 centimetri, la cifra sale a 1,2 milioni di pezzi rilevati. Nel 2005 gli oggetti tracciati erano circa 16.000, il che dà un’idea piuttosto chiara di quanto la situazione sia peggiorata. E poi c’è lo scenario peggiore, quello conosciuto come sindrome di Kessler.
I frammenti di basura espacial colpiscono un satellite, lo distruggono, generano nuovi detriti che a loro volta impattano altri satelliti, in una sorta di effetto domino potenzialmente devastante. Le conseguenze di un simile evento ricadrebbero direttamente sulla Terra, compromettendo sistemi di monitoraggio ambientale, comunicazioni e molto altro. L’esempio dei satelliti che cacciano incendi rende l’idea meglio di qualsiasi statistica. Senza di loro, il pianeta è più esposto, e le manovre per schivare la spazzatura spaziale stanno già producendo danni concreti al suolo.
