Mentre in Italia si parla dell’operazione Tutto chiaro che ha smantellato il servizio pirata di CINEMAGOAL, dall’altra parte d’Europa succede qualcosa di altrettanto significativo sul fronte della lotta alla pirateria IPTV. In Irlanda, Sky ha deciso di passare all’attacco in modo diretto, non contro i gestori delle piattaforme illegali (quello lo aveva già fatto), ma contro gli utenti finali. Oltre 200 lettere cease-and-desist sono state inviate a persone scoperte a utilizzare il servizio illegale IPTV is Easy, con un messaggio piuttosto chiaro: basta piratare eventi sportivi, oppure ci si prepari ad affrontare una possibile azione legale.
Le lettere non riguardano solo l’Irlanda. Alcuni destinatari si troverebbero anche in altri paesi, anche se al momento non è stato specificato quali.
Il caso IPTV is Easy: cosa è successo finora
Per capire il contesto, bisogna fare un passo indietro. Nell’agosto scorso, il gestore della piattaforma IPTV is Easy, che ora non è più attiva, ha accettato di pagare un risarcimento danni pari a 480.000 euro a Sky. Una cifra importante, che dà l’idea di quanto il broadcaster prenda sul serio la questione. Ma non finisce qui: l’Alta Corte irlandese ha anche imposto a Revolut di consegnare le generalità di 304 abbonati al servizio, aprendo la strada a eventuali cause nei loro confronti.
Fino a oggi nessuna azione legale era stata effettivamente avviata contro questi utenti. Le cose però stanno cambiando. Le oltre 200 lettere partite in queste settimane rappresentano il primo passo concreto verso una pressione diretta sugli abbonati. Non si tratta ancora di citazioni in giudizio, ma di qualcosa che ci si avvicina parecchio.
Cosa chiedono le lettere di Sky agli utenti IPTV
Il contenuto delle comunicazioni è abbastanza esplicito. Chi le riceve ha due settimane di tempo per rispondere, e deve impegnarsi formalmente a non sottoscrivere mai più alcun servizio IPTV illegale. Le lettere sono firmate dalla divisione antipirateria di Sky UK e precisano che anche altre realtà del settore, tra cui Clubber TV, LOITV, GAA+ e Premier Sports, sono a conoscenza dei fatti.
Il messaggio che Sky sta cercando di far passare è duplice. Da un lato, c’è l’aspetto legale: chi ha usufruito di contenuti piratati potrebbe dover rispondere delle proprie azioni davanti a un tribunale. Dall’altro, c’è un effetto deterrente che punta a scoraggiare chiunque stia ancora valutando l’idea di abbonarsi a servizi pirata. Perché se fino a poco tempo fa sembrava che il rischio fosse tutto sulle spalle di chi gestiva le piattaforme, adesso Sky Irlanda sta dimostrando che anche gli utenti possono finire nel mirino.
