La roadster elettrica Polestar 6 esiste, è reale, e secondo il costruttore svedese è quasi completata. Eppure, nonostante lo sviluppo sia a buon punto, il lancio non sembra imminente. Anzi, tutt’altro. Il progetto svelato nel 2022 continua a slittare, e ora si parla di un debutto non prima del 2029. Una situazione paradossale, in cui un’auto quasi finita resta ferma ai box per ragioni che hanno poco a che fare con l’ingegneria e molto con la strategia aziendale.
Partiamo da quello che sappiamo sulla base tecnica. Polestar 6 condivide gran parte della componentistica con Polestar 5, la berlina completamente elettrica del marchio. Entrambe poggiano sulla Polestar Performance Architecture (PPA), una piattaforma progettata fin dall’inizio per essere scalabile. Ed è proprio questa parentela stretta ad aver reso lo sviluppo della roadster molto più snello rispetto a un progetto partito da zero. Graeme Lambert, responsabile della comunicazione di prodotto dell’azienda, lo ha detto in modo piuttosto chiaro: se si guarda a Polestar 6 come alla versione a due porte della 5, la componentistica di base è già tutta lì.
Alla domanda se l’auto fosse completa al 95%, Lambert non ha smentito la cifra, aggiungendo però di non volersi spingere a dire che si è al 100%. Tra gli elementi ancora da finalizzare ci sarebbero il tettuccio rigido ripiegabile e i sedili posteriori. Sotto il pianale trova posto lo stesso pacco batterie da 112 kWh della Polestar 5, insieme ai medesimi motori elettrici e alle stesse sospensioni.
Perché il lancio continua a slittare
Se la meccanica è sostanzialmente pronta, il problema è altrove. Le difficoltà finanziarie dell’azienda hanno costretto Polestar a rivedere le sue priorità. Nel 2022 erano stati aperti i depositi da circa 23.000 euro per la versione speciale LA Concept, con l’idea di lanciare la vettura nel 2026. Ma quel piano è saltato. Adesso l’attenzione è tutta sulla seconda generazione di Polestar 2 e sul nuovo Polestar 7, il SUV compatto in arrivo. Lambert è stato diretto su questo punto: la priorità è portare sul mercato quei due modelli nel modo giusto, far crescere il business, e solo dopo pensare ad altro.
Il nodo degli Stati Uniti e i dazi
C’è poi un’incognita geografica non trascurabile. Anche quando Polestar 6 dovesse ricevere il via libera per la produzione, non è affatto scontato che venga venduta negli Stati Uniti. Il motivo è semplice: Polestar 5 viene attualmente assemblata in Cina, e la roadster sarebbe molto probabilmente prodotta nello stesso stabilimento. Questo la esporrebbe a dazi del 100% sulle auto di fabbricazione cinese, un ostacolo che potrebbe affossare la domanda ancora prima di cominciare. È lo stesso scenario che ha già penalizzato pesantemente Lotus Eletre, il SUV prodotto in Cina che si è scontrato con le stesse barriere tariffarie sul mercato americano. La Polestar 6 resta dunque un progetto concreto dal punto di vista ingegneristico, ma sospeso in un limbo commerciale dove le priorità aziendali e il contesto geopolitico dei dazi ne condizionano il futuro in modo decisivo.
