La battaglia legale tra Elon Musk e OpenAI è arrivata al capolinea, e il verdetto non lascia molto spazio all’interpretazione. Nove giurati della California hanno deciso all’unanimità che le accuse del miliardario sono state presentate fuori tempo massimo. Nessuna discussione filosofica sul futuro dell’intelligenza artificiale, nessun dibattito sui principi traditi: a decidere tutto è stata una questione puramente temporale e burocratica, ma del tutto inequivocabile.
La difesa di OpenAI, guidata dall’avvocato Bill Savitt, ha costruito l’intera strategia sulla prescrizione. In pratica, ha dimostrato che i presunti danni lamentati da Musk si sarebbero verificati prima delle scadenze legali fissate nel 2021 e nel 2022, a seconda dei diversi capi d’accusa. Una linea difensiva che ha convinto la giuria in tempi record: la deliberazione è stata rapidissima. Anche la giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha confermato la solidità della decisione, dichiarandosi pronta ad archiviare il caso sul momento grazie alle prove schiaccianti sulla tempistica.
Cosa sosteneva Musk e perché i numeri non hanno retto
Al centro della disputa c’era la tesi di Elon Musk secondo cui Sam Altman e Greg Brockman, con il supporto di Microsoft, avessero sottratto un’organizzazione senza scopo di lucro per trasformarla in un’azienda commerciale enormemente redditizia. Secondo Musk, i principi fondamentali su cui OpenAI era stata fondata erano stati completamente traditi.
Gli esperti chiamati dal team legale del patron di Tesla avevano stimato profitti illeciti colossali, quantificabili tra i 72 e i 124 miliardi di euro. Un calcolo costruito su una complessa analogia tra le donazioni benefiche e gli investimenti in startup. Ma neanche questa ricostruzione aveva convinto la giudice, che l’aveva giudicata priva di legami concreti con i fatti reali del caso.
Un sollievo enorme per OpenAI, ma Musk non si arrende
La chiusura di questo contenzioso rappresenta un sollievo enorme per OpenAI, soprattutto alla luce della tanto chiacchierata quotazione in borsa che la società sta preparando. Un procedimento ancora aperto avrebbe potuto rappresentare un ostacolo significativo, e invece adesso il percorso si fa decisamente più libero.
Per quanto riguarda Elon Musk, non sembra affatto intenzionato a darsi per vinto. Attraverso i social ha rivendicato una sorta di vittoria morale, sostenendo che il processo abbia comunque fatto emergere il comportamento scorretto dei rivali. Secondo le sue parole, la giuria e la giudice non si sono mai pronunciate nel merito della questione, ma solo su una “tecnicità di calendario”. Musk ha ribadito che, per chiunque abbia seguito il caso nel dettaglio, Altman e Brockman si sarebbero effettivamente arricchiti sottraendo risorse a un ente benefico.
Non è rimasto solo alle parole: il suo team legale ha già annunciato ufficialmente il ricorso in appello, il che significa che la vicenda potrebbe riaprirsi nei prossimi mesi su un piano completamente diverso.
