Il fabbisogno di energia elettrica in Italia non accenna a rallentare. Ad aprile la richiesta complessiva è salita dell’1,9% su base annua, raggiungendo quota 23,9 miliardi di kWh. Un dato che conferma una tendenza ormai chiara nei primi mesi del 2026: il Paese consuma di più, ma allo stesso tempo produce sempre più energia da fonti rinnovabili, con il fotovoltaico che si prende la scena come protagonista assoluto.
La produzione fotovoltaica mensile ha toccato i 5 miliardi di kWh, il 23,7% in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Questo balzo è legato soprattutto all’aumento della capacità installata, cresciuta di 2.161 MW da gennaio a oggi. In pratica, nuovi pannelli che entrano in funzione settimana dopo settimana e che iniziano a pesare in modo significativo sul mix energetico nazionale. Il fotovoltaico si è confermato la prima fonte rinnovabile di aprile, con un incremento netto di 1.029 GWh nella produzione.
Guardando il quadro complessivo delle rinnovabili, la capacità installata nell’ultimo mese è cresciuta di 761 MW. Al 30 aprile, la potenza installata in Italia raggiunge 85.928 MW totali: di questi, 45.674 MW sono di solare e 13.865 MW di eolico. Da segnalare anche il dato sugli impianti di accumulo, ormai arrivati a 930.647 unità, per una capacità complessiva di 19.015 MWh e una potenza nominale di 7.840 MW.
Consumi industriali in forte aumento: è l’ottavo mese consecutivo di crescita
Non è solo il fabbisogno di energia elettrica domestico a spingere i numeri verso l’alto. L’industria italiana sta tirando eccome. L’indice IMCEI (Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali) elaborato da Terna segna ad aprile un aumento dell’8,8%. Otto mesi di crescita consecutiva, un dato che racconta qualcosa di più profondo rispetto a una semplice oscillazione stagionale.
Un dettaglio interessante riguarda i giorni festivi: molte aziende hanno scelto di mantenere attiva la produzione durante Pasqua e il 25 aprile, approfittando di condizioni particolarmente favorevoli. Con una forte produzione da rinnovabili e un fabbisogno complessivo più basso durante le festività, i costi energetici si sono abbassati e le imprese ne hanno approfittato. Una scelta strategica che ha gonfiato ulteriormente i numeri dell’indice.
Nel periodo da gennaio ad aprile 2026, l’IMCEI segna una crescita del 5,2% su base annua. L’unico comparto in controtendenza è quello chimico, l’unico settore industriale a registrare un calo nell’ultimo mese rilevato.
I dati sui consumi elettrici di febbraio restano sostanzialmente stabili
Per quanto riguarda i consumi elettrici complessivi di febbraio, il quadro è diverso: la variazione è minima, appena un meno 0,4%, segno di una sostanziale stabilità. Questi dati, forniti dai gestori di rete di distribuzione come E-Distribuzione, UNARETI, A-Reti, Edyna e Deval, vengono pubblicati con un ritardo di due mesi rispetto all’indice IMCEI, e quindi fotografano una situazione antecedente rispetto ai numeri più recenti.
Il fabbisogno di energia elettrica in Italia resta dunque in crescita, trainato da un lato dall’espansione del fotovoltaico e delle rinnovabili, dall’altro da un’attività industriale che continua a macinare consumi a ritmo sostenuto.

