Le vendite digitali PlayStation continuano a crescere in modo impressionante, mentre il mercato dei giochi su supporto fisico sprofonda verso numeri che non si erano mai visti prima. Un divario che si allarga trimestre dopo trimestre e che nel 2026 ha raggiunto proporzioni davvero significative.
Il crollo del mercato fisico su PS5 e PS4
Già a gennaio 2025, l’analista Mat Piscatella aveva lanciato un segnale piuttosto chiaro: le vendite di videogiochi fisici non erano mai state così basse. E a oltre un anno di distanza da quella dichiarazione, la situazione non ha fatto altro che peggiorare. La forbice tra i giochi commercializzati in digitale e quelli venduti su supporto retail si è allargata ulteriormente, confermando una tendenza che ormai sembra irreversibile.
Il dato riguarda sia PS5 che PS4, due piattaforme che insieme rappresentano ancora una fetta enorme del mercato console globale. Se fino a qualche anno fa il disco fisico manteneva una sua nicchia solida, fatta di collezionisti, appassionati del tangibile e acquirenti occasionali, oggi quella nicchia si è ridotta ai minimi storici. Non è più una questione di preferenza generazionale o di comodità: è un cambiamento strutturale nel modo in cui le persone comprano e consumano videogiochi.
Le ragioni sono molteplici. La diffusione capillare delle connessioni veloci, le offerte frequenti sugli store digitali, la possibilità di avere il gioco disponibile fin dal momento del lancio senza muoversi da casa. Tutto questo ha spinto milioni di utenti PlayStation a preferire il download rispetto al supporto fisico. E i numeri del 2026 parlano chiaro: il digitale domina in modo schiacciante.
Un trend che sembra ormai irreversibile
Quello che colpisce non è tanto la crescita degli acquisti digitali in sé, quanto la velocità con cui il fisico sta perdendo terreno. Parliamo di un mercato che solo pochi anni fa rappresentava ancora una quota rilevante delle vendite totali su console Sony, e che adesso si ritrova relegato a percentuali marginali. Per Sony questo scenario ha implicazioni enormi. Il margine di guadagno su ogni copia digitale venduta attraverso il PlayStation Store è sensibilmente più alto rispetto a quello di un gioco distribuito in formato fisico, dove entrano in gioco costi di produzione, logistica e la percentuale del rivenditore. In altre parole, ogni punto percentuale guadagnato dal digitale si traduce in ricavi più alti per l’azienda giapponese.
Il fenomeno non riguarda soltanto PlayStation, va detto. L’intero settore console sta vivendo la stessa transizione, ma i dati relativi a PS5 e PS4 nel 2026 rendono particolarmente evidente quanto il cambiamento sia ormai radicato nelle abitudini dei giocatori. Il supporto fisico resiste ancora, certo, ma con volumi che anno dopo anno diventano sempre più trascurabili.
C’è poi un altro aspetto da considerare. L’esistenza stessa di PS5 Digital Edition, il modello senza lettore disco, ha contribuito a normalizzare l’idea di una console interamente basata sui download. Chi acquista quella versione non ha nemmeno la possibilità di scegliere il fisico, e questo accelera ulteriormente lo spostamento verso il digitale nell’ecosistema PlayStation. I dati aggiornati al 2026 confermano dunque un quadro netto: il boom degli acquisti digitali su PlayStation non è un’onda passeggera, ma il nuovo standard di riferimento per il mercato dei videogiochi su console Sony.
