Che Switch 2 avrebbe dovuto affrontare qualche turbolenza dopo l’annuncio dell’aumento di prezzo era prevedibile, ma forse non fino a questo punto. Gli azionisti non l’hanno presa benissimo: il titolo di Nintendo ha registrato un calo di circa il 7% nelle contrattazioni, dopo un primo balzo iniziale verso l’alto. E il problema non si limita al listino ritoccato, perché a preoccupare c’è anche un catalogo software che, a quasi un anno dal lancio della console, fatica ancora a mostrare davvero i muscoli.
La decisione di Nintendo è stata quella di portare il prezzo della piattaforma da 469,99 euro a 499,99 euro a partire da settembre, motivando la scelta con le condizioni attuali del mercato. In parole povere, la crisi delle memorie si sta facendo sentire lungo tutta la catena di fornitura. Chi ha intenzione di acquistare Switch 2 può comunque approfittare dei prossimi mesi per farlo senza pagare quei 30 euro in più. Un approccio, va detto, più rispettoso del consumatore rispetto a quello adottato ad esempio da Sony, che anche con gli ultimi rincari di PS5 ha concesso pochissimi giorni prima di far scattare i nuovi prezzi.
Il vero nodo: mancano le produzioni di peso
Al di là della questione costi, Nintendo si ritrova di nuovo alle prese con un problema che aveva già segnato la prima generazione di Switch: la sostanziale assenza di produzioni AAA, soprattutto quelle provenienti da sviluppatori di terze parti. Le vendite iniziali sono state trainate da un blockbuster come Mario Kart World, e il successivo lancio di Donkey Kong Bananza ha contribuito a mantenere un buon ritmo. Ma l’hardware, da solo, non basta: serve una controparte software all’altezza per continuare a correre.
Sappiamo che tornerà la serie Star Fox e che manca ancora all’appello un platform di Super Mario, anche se in molti ritengono possa arrivare entro fine anno. L’uscita più attesa del 2026, quella di GTA 6, sarà però una co-esclusiva PlayStation e Xbox, tagliando di fatto fuori Switch 2 dal piatto più ricco dell’annata.
La prima stagione sul mercato è andata comunque bene: quasi 20 milioni di unità vendute e oltre 48 milioni di titoli distribuiti. Numeri solidi, ma una volta svanito l’effetto novità il trend è destinato inevitabilmente a rallentare. Switch 2 rappresenta un upgrade rispetto al primo modello, senza però essere una rivoluzione paragonabile al passaggio da Wii U alla prima Switch. Le novità ci sono, come i Joy-con che all’occorrenza si trasformano in mouse, ma senza giochi capaci di sfruttarne davvero le caratteristiche rischiano di restare innovazioni buone solo sulla carta.
La sfida delle terze parti e il futuro della console
La concorrenza nel frattempo si è mossa in una direzione diversa. Microsoft e Sony hanno progressivamente dato meno peso alle esclusive, mentre Nintendo resta ancorata a una politica molto protezionista nei confronti delle proprie IP. Super Mario o Donkey Kong su PlayStation non li vedremo mai, questo è chiaro. Ma la domanda resta: basterà questo a mantenere alta l’attrattiva della console nel lungo periodo?
Il supporto degli sviluppatori di terze parti, e non solo quelli del panorama indie, si rivelerà fondamentale per garantire a Switch 2 un ciclo vitale sostenibile. Il comparto hardware, che non è esattamente next-gen, solleva però più di qualche dubbio su come potranno girare le uscite AAA dei prossimi anni sulla piattaforma Nintendo.
