La Russia sta facendo qualcosa di molto sofisticato in orbita, e la faccenda ha attirato parecchia attenzione. Due satelliti russi sono stati osservati mentre eseguivano manovre di avvicinamento estremamente precise, arrivando a una distanza che lascia davvero a bocca aperta, appena 3 metri l’uno dall’altro. Un risultato tecnicamente impressionante, certo, ma che solleva anche interrogativi piuttosto inquietanti su quello che potrebbe nascondersi dietro un simile esercizio orbitale.
A individuare la manovra è stata la società statunitense di tracciamento spaziale COMSPOC, che ha reso pubblica la scoperta attraverso il proprio profilo su X. Stando a quanto comunicato, il 28 aprile i satelliti COSMOS 2581 e COSMOS 2583 si sono portati a quella distanza minima, un’operazione che richiede un livello di precisione orbitale fuori dal comune. E che, naturalmente, dà molto su cui riflettere.
Entrambi i satelliti erano stati lanciati in orbita terrestre bassa a febbraio 2026, insieme a un terzo veicolo, COSMOS 2582. Tutti e tre hanno partecipato in qualche modo alle manovre che hanno portato all’avvicinamento del 28 aprile. Perfino un sotto satellite, chiamato Oggetto F, ha preso parte a questa sorta di coreografia spaziale. COSMOS 2582, dal canto suo, è rimasto più defilato, a una distanza di poco inferiore ai 100 chilometri. COMSPOC ha anche pubblicato una simulazione che mostra nel dettaglio l’intera sequenza della manovra.
Satelliti russi: sospetti militari e precedenti poco rassicuranti
La Russia ha lanciato questi satelliti con un certo riserbo. Non è mai stato dichiarato apertamente quale fosse la loro funzione. Ora però, dopo questa manovra così particolare, i sospetti si fanno più concreti. La vicenda ricorda molto da vicino quello che successe nel 2020 con COSMOS 2542, un altro satellite russo che venne individuato mentre seguiva da distanza ravvicinata un satellite spia statunitense. Non è ancora chiaro se questi nuovi veicoli stiano provando a fare la stessa cosa, ma l’ipotesi di obiettivi militari dietro la missione non è affatto remota. E se i sospetti dovessero trovare conferma, il livello di precisione raggiunto renderebbe queste operazioni decisamente più preoccupanti rispetto al passato.
Va detto, comunque, che la Russia non è l’unico paese a condurre manovre di questo tipo. Anche altre grandi potenze dispongono di satelliti con capacità simili. Sono stati avvistati, per esempio, satelliti cinesi e statunitensi intenti a seguire molto da vicino veicoli spaziali di altre nazioni. In pratica, chi spia viene a sua volta spiato.
Non solo spionaggio: le manovre di prossimità possono servire anche ad altro
Sarebbe scorretto ridurre tutto a scenari di intelligence. Le manovre di prossimità orbitale hanno anche applicazioni del tutto pacifiche e utili. Possono servire, ad esempio, per interventi di manutenzione tra un satellite e l’altro, oppure per operazioni di rimozione di detriti. Quest’ultimo aspetto non è affatto trascurabile. La spazzatura spaziale rappresenta un problema sempre più serio nell’orbita bassa terrestre, e la capacità di avvicinarsi con precisione a oggetti in orbita è fondamentale per affrontarlo.
Il punto è che, al momento, nessuno sa con certezza cosa stessero facendo quei satelliti russi. Le speculazioni si sono moltiplicate, e le ipotesi vanno da una missione militare coperta a qualcosa di completamente innocuo. COSMOS 2581 e COSMOS 2583 restano lassù, a orbitare, portandosi dietro il loro mistero fatto di 3 metri di distanza e zero spiegazioni ufficiali.
