Quando Stephen King decide di spendere parole di elogio per una serie tv, vale sempre la pena prestare attenzione. Ed è esattamente quello che è successo con la nuova miniserie tratta da Il signor delle mosche, il celebre romanzo di William Golding considerato uno dei grandi classici della letteratura del Novecento. Il re dell’horror ha ammesso pubblicamente di aver avuto dei dubbi prima di guardarla, salvo poi restarne completamente conquistato.
La serie porta la firma di Jack Thorne, lo sceneggiatore che nel 2025 ha fatto il botto con Adolescenza, miniserie Netflix diventata un successo clamoroso e capace di raccogliere una valanga di premi. Dopo quel risultato, le aspettative sul suo prossimo progetto erano altissime, un po’ come era capitato con Baby Renna e la serie successiva del suo creatore, Half Man. E Thorne ha scelto di alzare ulteriormente l’asticella, adattando Il signor delle mosche in appena quattro episodi, il tipo di formato che si può divorare in un pomeriggio.
Stephen King ha usato il suo profilo ufficiale su X (ex Twitter) per commentare la serie con parole piuttosto eloquenti: ha confessato di aver avuto delle riserve iniziali, per poi definirla “straordinaria”, capace di catturare tutto l’orrore e il mistero di un gruppo di bambini perduti che scivolano verso… beh, sta a chi guarda decidere come chiamarlo.
La trama e il cast della miniserie Il signor delle mosche
La storia della serie segue fedelmente il cuore del romanzo di Golding. Un gruppo di ragazzini sopravvive a un incidente aereo e si ritrova su un’isola tropicale che in apparenza sembra un paradiso. Nessun adulto, nessuna regola, nessuna struttura a proteggerli. I ragazzi provano a costruire una comunità, a darsi un ordine, ma la convivenza si sgretola in fretta. La paura, la rivalità, la sete di potere si insinuano nei rapporti fino a trasformare l’isola in un territorio dove ragione e violenza si contendono il dominio. Ed è proprio in questo scenario estremo che emerge la domanda più scomoda: cosa resta della civiltà quando vengono meno tutti i suoi confini?
Il cast include Winston Sawyers, Lox Pratt e David McKenna, mentre sul fronte musicale la produzione ha messo insieme nomi di primissimo piano. A firmare parte della colonna sonora c’è il premio Oscar Hans Zimmer, affiancato da Kara Talve e Cristobal Tapia de Veer, quest’ultimo noto soprattutto per aver creato la sigla iconica di The White Lotus, la serie HBO che ormai tutti conoscono.
