GameStop torna a far parlare di sé, e questa volta la storia ha davvero del surreale. Il CEO Ryan Cohen ha lanciato un’offerta non richiesta da circa 52 miliardi di euro per acquisire eBay, il colosso delle aste online. Una mossa che, sulla carta, potrebbe sembrare ambiziosa ma legittima. Poi però le cose hanno preso una piega che nessuno si aspettava, trasformando l’intera vicenda in un caso virale a metà strada tra la finanza e la commedia.
La strategia scelta da Cohen per “finanziare” l’acquisizione è stata, a voler usare un eufemismo, poco ortodossa. Ha aperto un account privato su eBay con il nome utente ryan5050 e ha cominciato a mettere in vendita oggetti personali: segnaletica di GameStop, vecchi tappeti, tazze da caffè, un portachiavi, un mousepad, una statua di Master Chief di Halo, figurine autografate e persino un paio di calzini tubolari messi all’asta per circa 930 euro. Su X (l’ex Twitter) ha scritto, con il suo solito tono provocatorio: “Sto vendendo roba su eBay per pagare eBay”. Le aste hanno funzionato anche troppo bene. Un semplice mousepad di GameStop ha raggiunto quasi 1.400 euro. Ma proprio lo stesso giorno il suo account è stato sospeso a tempo indeterminato, con una motivazione piuttosto secca: attività ritenute rischiose per la comunità eBay.
Dalla sospensione al ripristino: il caso ha fatto il giro del web
Cohen non si è fatto pregare e ha condiviso su X lo screenshot del messaggio di sospensione, scrivendo: “Al telefono con l’assistenza clienti di eBay. Per favore rispondete”. Il post è diventato virale nel giro di pochissime ore, scatenando meme e dibattiti ovunque. Il paradosso era evidente a chiunque: un uomo che vuole comprare un’azienda viene bannato proprio dalla piattaforma che intende acquisire. Una situazione che ha strappato risate, certo, ma che diversi osservatori hanno letto anche come un colpo di marketing calcolato. Del resto, Ryan Cohen è lo stesso che nel 2021 ha trasformato GameStop in un fenomeno borsistico grazie alla community degli investitori retail.
Ed è stata proprio quella community a mobilitarsi, chiedendo a gran voce a eBay di reintegrare l’account del CEO. Con successo: nel giro di poche ore le restrizioni sono state rimosse e le aste sono riprese regolarmente. Cohen è tornato operativo su ryan5050 come se nulla fosse accaduto.
Una vera offerta o pura comunicazione?
Al netto della scena quasi teatrale, il lato finanziario della questione resta piuttosto complicato. GameStop dispone attualmente di una liquidità stimata tra 5,9 e 8,9 miliardi di euro, con una capitalizzazione di mercato che si aggira intorno ai 10 miliardi di euro. Numeri che sono molto, molto lontani dai circa 52 miliardi necessari per portare a casa eBay. Per questo motivo, parecchi analisti considerano l’offerta più una mossa comunicativa che un tentativo reale di acquisizione. Cohen, dal canto suo, non ha aggiunto molto altro, limitandosi a scrivere su X: “Forse dovrei vendere anche i miei calzini”.
Che si tratti di una trovata geniale o di una provocazione fine a sé stessa, la vicenda ha comunque prodotto effetti concreti. Il titolo di GameStop ha registrato un rialzo del 7% nelle ventiquattro ore successive alla notizia, riaccendendo ancora una volta i riflettori su un’azienda che ormai vive anche e soprattutto di attenzione mediatica. Ryan Cohen, nel frattempo, continua a collezionare aste e sospensioni.
