AnimeKai è andata offline all’improvviso, e stavolta il motivo non ha nulla a che fare con blitz delle forze dell’ordine o interventi delle autorità. La piattaforma pirata dedicata agli anime ha smesso di funzionare a causa di un problema molto più banale, almeno sulla carta: un incendio in un data center olandese. Eppure l’effetto è stato devastante, perché il sito è diventato completamente irraggiungibile.
AnimeKai offline dopo AnimePlay: cosa sta succedendo nel mondo della pirateria anime
La notizia arriva a poco più di un mese dalla chiusura di AnimePlay, altra piattaforma che permetteva la visione illegale di anime e che era stata buttata giù da un raid coordinato dalle autorità. Due chiusure ravvicinate, dunque, che colpiscono un ecosistema già sotto pressione da tempo. Ma se nel caso di AnimePlay si parlava di un’operazione mirata contro la pirateria, per AnimeKai la storia è diversa. Nessun intervento giudiziario, nessuna indagine resa pubblica. Semplicemente, un incendio ha messo fuori uso i server su cui la piattaforma si appoggiava, e il risultato è stato immediato: sito giù, contenuti inaccessibili, utenti senza risposte.
Fa un certo effetto pensare che una delle piattaforme pirata più grandi nel panorama degli anime possa essere stata fermata non da un’agenzia governativa, ma da un problema tecnico infrastrutturale. Il data center coinvolto si trovava nei Paesi Bassi, zona notoriamente scelta da molti servizi online per ospitare i propri server grazie alla qualità delle infrastrutture e ai costi competitivi. L’incendio, però, ha evidentemente compromesso l’operatività in modo grave, al punto da rendere impossibile qualsiasi forma di ripristino rapido per AnimeKai.
Un periodo nero per le piattaforme illegali di streaming anime
Chi seguiva il mondo dello streaming illegale di anime sa bene che AnimeKai rappresentava un punto di riferimento per una comunità vastissima. La piattaforma offriva un catalogo enorme di titoli, spesso disponibili con sottotitoli in più lingue e aggiornati con una rapidità che faceva concorrenza ai servizi legali. Proprio questa efficienza, paradossalmente, rendeva il sito un bersaglio sia per le autorità sia per i titolari dei diritti.
Ora, con AnimePlay già chiusa e AnimeKai fuori gioco, il panorama della pirateria legata agli anime si trova in una situazione piuttosto complicata. Due delle piattaforme più utilizzate sono sparite nel giro di poche settimane, anche se per ragioni completamente diverse. E questo, al di là delle cause specifiche, ridisegna almeno in parte gli equilibri di un settore che si è sempre dimostrato capace di rigenerarsi in fretta, con nuovi siti pronti a prendere il posto di quelli chiusi.
