Le azioni di AMD hanno toccato livelli mai visti prima, spinte da risultati fiscali eccellenti e da una previsione per il futuro prossimo che ha entusiasmato gli investitori. Il motore di tutto questo? La domanda in continua crescita di chip e acceleratori AI, che sta ridisegnando gli equilibri nel settore dei semiconduttori. Dopo l’assemblea societaria, i titoli della società guidata da Lisa Su hanno registrato un balzo del 14,9%, con un incremento di capitalizzazione pari a circa 76 miliardi di euro. Un dato impressionante, che ha trascinato al rialzo praticamente tutti gli altri protagonisti del comparto.
E non si parla solo del mercato americano. Samsung è diventata la seconda società asiatica a superare i 900 miliardi di euro di capitalizzazione, mentre SK Hynix, tra le tre maggiori produttrici di DRAM al mondo, ha raddoppiato il proprio valore dall’inizio dell’anno a oggi. Buone notizie anche dal fronte europeo: ASML e ASM International sono cresciute rispettivamente del 5,7% e del 3,5%. Ovviamente NVIDIA resta la leader incontrastata del settore, ma il punto è un altro: il mercato dell’intelligenza artificiale è talmente ricco in questo momento che c’è spazio per festeggiare un po’ per tutti.
Non solo GPU: le CPU tornano protagoniste grazie all’AI
C’è un aspetto che vale la pena sottolineare, perché racconta qualcosa di più profondo di un semplice rally in borsa. Il mondo dell’intelligenza artificiale sta diversificando le proprie esigenze in fatto di hardware. Se fino a poco tempo fa l’unica cosa che contava erano le GPU, oggi anche le CPU stanno acquisendo un’importanza crescente, soprattutto nei cosiddetti task di inferenza dei modelli, cioè quando questi vengono effettivamente interrogati dagli utenti e chiamati a fornire risposte. L’espansione della cosiddetta AI agentica gioca un ruolo particolarmente cruciale in questo scenario, perché richiede architetture in cui la potenza di calcolo risulta più bilanciata tra CPU e GPU.
A conferma di questa tendenza, AMD ora prevede una crescita annua superiore al 35% per il segmento delle CPU server fino al 2030. Si tratta di una stima quasi doppia rispetto a quelle precedenti, il che dà la misura di quanto il panorama stia cambiando rapidamente.
Server e infrastrutture AI: la domanda resta fortissima
Il fermento non riguarda solo chi produce chip. Tra i produttori di infrastrutture destinate all’intelligenza artificiale, Super Micro Computer ha registrato un forte balzo dopo aver diffuso previsioni superiori alle attese, segnale chiaro di una domanda ancora molto robusta per server ad alte prestazioni pensati per data center e startup. Anche Dell ha visto una crescita tangibile dei propri titoli, mentre HP Enterprise è rimasta sostanzialmente stazionaria, con una variazione negativa dello 0,2%.
