Chi ha viaggiato in Asia o negli Stati Uniti meridionali lo sa bene: l’aria condizionata è spesso gelida, quasi insopportabile. Ma il vero problema non è tanto la temperatura quanto l’umidità. Nei climi caldi e umidi, gli impianti di climatizzazione vengono spinti ben oltre il necessario proprio per abbattere il vapore acqueo nell’aria, cosa fondamentale per evitare muffe e altri guai. Il risultato? Un raffreddamento esagerato, e in certi casi si arriva al paradosso di dover riscaldare artificialmente l’aria per compensare il freddo in eccesso. Uno spreco energetico enorme, che Transaera, startup americana, dice di poter risolvere con un approccio completamente diverso.
Come funziona la tecnologia di Transaera
La promessa di Transaera è chiara: separare in modo più intelligente il processo di deumidificazione da quello di raffreddamento dell’aria. La tecnologia è già in fase di sperimentazione avanzata e ha attirato l’attenzione di colossi del calibro di Amazon, che la sta testando in alcune sue strutture a Houston. I risultati, a quanto pare, sono incoraggianti, tanto che Amazon ha già firmato accordi per ampliarne l’adozione nei prossimi anni.
Ma cosa rende il sistema di Transaera così diverso da quelli tradizionali? Il cuore dell’invenzione è un materiale essiccante applicato su una ruota alta circa un metro e ottanta, che gira lentamente e in modo costante, assorbendo l’umidità dall’aria in ingresso. Il materiale viene poi rigenerato attraverso uno scambiatore di calore, e l’acqua accumulata viene espulsa all’esterno. Fin qui, il principio non è una novità assoluta. La vera svolta sta nel materiale essiccante stesso, che deriva da una classe di composti premiata nientemeno che con il Premio Nobel per la chimica. Questo ha permesso di ottenere un’efficienza fino a due volte superiore rispetto alle soluzioni tradizionali nella rimozione dell’umidità, con una capacità di estrarre dall’aria fino a circa 45 litri d’acqua ogni ora.
Compatibilità con gli impianti esistenti e prospettive future
Uno degli aspetti più interessanti della tecnologia di Transaera è la sua compatibilità con gli impianti di climatizzazione già installati. La sostituzione, secondo la startup, è praticamente immediata, quasi plug and play. Questo dettaglio non è secondario, anzi: è probabilmente il fattore che potrebbe fare la differenza tra un progetto rimasto sulla carta e una diffusione su larga scala, sia a livello commerciale che residenziale.
Per aziende delle dimensioni di Amazon, che ha fissato l’obiettivo di raggiungere le zero emissioni entro il 2040, una tecnologia capace di tagliare drasticamente lo spreco energetico legato alla climatizzazione potrebbe rappresentare un tassello fondamentale. E se i test nelle strutture di Houston continueranno a dare risultati positivi, non è difficile immaginare che il sistema di Transaera possa trovare spazio anche in contesti molto diversi dai grandi magazzini logistici, arrivando nelle case e negli uffici di chi, ogni estate, si ritrova a combattere con l’umidità senza voler congelare.
