Resident Evil Requiem è finito al centro di un dibattito piuttosto acceso dopo la presentazione del DLSS 5 di NVIDIA, e la cosa curiosa è che Capcom non sembra affatto dispiaciuta delle critiche ricevute. Anzi, la casa giapponese le interpreta come una conferma della qualità del proprio lavoro sul design grafico del gioco.
Le critiche al DLSS 5 e la reazione di Capcom
Tutto è partito dalla presentazione visiva della nuova tecnologia di upscaling firmata NVIDIA. Tra i titoli scelti per mostrare le potenzialità del DLSS 5 c’era anche Resident Evil Requiem, l’atteso nuovo capitolo della celebre saga horror. La tecnologia era stata proposta come un passo avanti potenzialmente rivoluzionario nel campo del rendering in tempo reale, capace di migliorare drasticamente la qualità dell’immagine partendo da risoluzioni più basse. Sulla carta, insomma, una di quelle novità che fanno brillare gli occhi agli appassionati di tecnologia grafica.
Eppure, la reazione della community è stata tutt’altro che entusiasta. I giocatori hanno sommerso di critiche il risultato visivo mostrato durante la demo, evidenziando artefatti, incongruenze e una resa complessiva che non ha convinto. Il DLSS 5, almeno in questa fase, non è riuscito a dimostrare quel salto generazionale che molti si aspettavano. E le lamentele si sono concentrate proprio sulle sequenze di Resident Evil Requiem utilizzate per la dimostrazione.
Il bicchiere mezzo pieno secondo Capcom
Qui arriva il passaggio interessante. Capcom, invece di mettersi sulla difensiva, ha letto queste critiche da un’angolazione completamente diversa. Secondo la compagnia, il fatto che i giocatori abbiano notato differenze e problemi nell’immagine generata dal DLSS 5 dimostra una cosa ben precisa: il design grafico originale di Resident Evil Requiem, quello realizzato dal team interno guidato dalla filosofia progettuale del RE Engine e dal lavoro sul cosiddetto design di Grace, è talmente curato e definito che qualsiasi alterazione risulta immediatamente visibile.
Detto in parole più semplici: se l’upscaler produce artefatti che saltano all’occhio, è perché il materiale di partenza è di qualità così alta che ogni imperfezione diventa evidente. Un ragionamento che ha una sua logica, per quanto possa sembrare un modo elegante di girare la frittata. Se il gioco originale fosse stato graficamente mediocre, probabilmente nessuno avrebbe notato granché di strano nella ricostruzione operata dal DLSS 5.
La posizione di Capcom, quindi, trasforma quella che poteva essere una figuraccia in una sorta di medaglia al merito per il proprio reparto artistico. Le critiche rivolte alla tecnologia NVIDIA diventano, nella lettura della casa di Osaka, un attestato di bontà per il lavoro svolto su Resident Evil Requiem. Il team di sviluppo ha evidentemente investito moltissimo nella qualità visiva nativa del titolo, e il confronto con la versione elaborata dall’intelligenza artificiale del DLSS 5 ha finito per mettere in risalto proprio questo aspetto.
