La produzione di pneumatici connessi sta per fare un salto importante sul suolo americano. Pirelli ha annunciato che il suo stabilimento di Rome, in Georgia, inizierà a produrre i Cyber Tyre, il sistema che integra sensori direttamente dentro la gomma per raccogliere e trasmettere dati in tempo reale. La notizia è arrivata durante il SelectUSA Investment Summit, organizzato dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, e rappresenta un tassello significativo nella strategia industriale del gruppo italiano. I dettagli precisi sugli investimenti e sull’espansione della capacità produttiva verranno definiti nei prossimi mesi.
Lo stabilimento di Rome è attivo da oltre vent’anni e si è già costruito una reputazione solida nella produzione di pneumatici ad alto valore tecnologico e legati al Motorsport. Adesso, con l’arrivo della linea Cyber Tyre, il sito assume un ruolo ancora più centrale per le attività di Pirelli in Nord America. La scelta della Georgia, va detto, non è affatto casuale: lo Stato è uno snodo cruciale per l’industria automobilistica americana e per tutto l’ecosistema legato alla mobilità connessa.
Claudio Zanardo, CEO di Pirelli North America, ha commentato così: “L’avvio della produzione di Cyber Tyre nel nostro stabilimento di Rome, in Georgia, rappresenta una tappa significativa per Pirelli nel Paese e riflette il nostro impegno nel portare tecnologie avanzate come Cyber Tyre più vicino al mercato.” In parallelo, è in fase avanzata di validazione anche il sistema produttivo MIRS, un processo altamente automatizzato pensato per migliorare qualità, flessibilità e integrazione tra progettazione e produzione.
Come funzionano i pneumatici connessi Cyber Tyre e perché contano
Ma cosa fanno, concretamente, questi pneumatici connessi? Il principio è piuttosto interessante. All’interno dello pneumatico vengono integrati dei sensori capaci di raccogliere dati in tempo reale su parametri come pressione, temperatura, aderenza. Queste informazioni vengono poi elaborate da software proprietari di Pirelli e condivise con l’elettronica del veicolo. Il risultato è la possibilità di attivare nuove funzioni legate alla sicurezza, al controllo della dinamica di guida e all’interazione con infrastrutture intelligenti.
In un mercato come quello statunitense, dove la digitalizzazione dell’auto sta crescendo a ritmi sostenuti, una tecnologia del genere offre un vantaggio competitivo che va ben oltre la semplice gomma. Si parla di pneumatici che dialogano con il veicolo, che forniscono informazioni utili sia al conducente sia ai sistemi di assistenza alla guida. E questo cambia parecchio la prospettiva su quello che un pneumatico può fare.
