La Procura di Parigi ha deciso di alzare il livello dello scontro e ha aperto un’indagine criminale che coinvolge direttamente Elon Musk, l’ex CEO di X Linda Yaccarino e le società X e xAI. Non si tratta di una novità in senso assoluto, perché le autorità francesi si occupavano già della questione da tempo, ma ora la situazione è cambiata radicalmente: quella che era partita come un’indagine preliminare a luglio 2025, poi ampliata a febbraio 2026, è diventata a tutti gli effetti un procedimento penale con nove capi di accusa. E le conseguenze potenziali sono pesantissime, arresto compreso.
Dall’algoritmo di X ai deepfake di Grok: cosa contesta la Francia
La vicenda ha le sue radici in un’accusa ben precisa: la manipolazione dell’algoritmo di X per dare maggiore visibilità a contenuti di estrema destra. Un tema già esplosivo di per sé, che però si è allargato nel tempo fino a includere aspetti ancora più gravi. In seguito a nuove segnalazioni, l’indagine ha iniziato a coprire anche la diffusione di contenuti che negano l’Olocausto e la generazione di deepfake sessualmente espliciti tramite Grok, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da xAI.
Elon Musk e Linda Yaccarino avrebbero dovuto presentarsi davanti alla Procura di Parigi, o quantomeno rispondere alle domande in videoconferenza, entro il 20 aprile. Nessuno dei due lo ha fatto. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha preso le distanze dalla vicenda, dichiarando che l’indagine avrebbe motivazioni politiche e rifiutando qualsiasi forma di collaborazione. Una posizione che ha trasformato il caso in qualcosa di più ampio: non solo un procedimento giudiziario, ma un vero e proprio braccio di ferro tra Francia e Stati Uniti.
Nove capi di accusa e il rischio concreto dell’arresto
I capi di accusa formulati dalla Procura di Parigi sono nove e toccano ambiti molto diversi tra loro. Si va dalla complicità nella detenzione di materiale pedopornografico e diffusione di immagini pornografiche di minori, alla raccolta di dati personali con mezzi fraudolenti. C’è poi il trattamento di dati senza misure di sicurezza adeguate, l’estrazione fraudolenta di dati da sistemi automatizzati e la violazione del segreto della corrispondenza elettronica. La lista prosegue con la falsificazione del funzionamento di un sistema di trattamento dei dati, la diffusione di contenuti sessuali generati tramite algoritmi che riproducono immagine o voce di persone senza il loro consenso, la gestione di una piattaforma online che consente transazioni illegali e, infine, il negazionismo di crimini contro l’umanità facilitato da Grok.
La procura francese chiede ora che i giudici istruttori procedano con l’incriminazione formale di X, xAI, Elon Musk e Linda Yaccarino. I diretti interessati verranno nuovamente convocati per fornire le proprie osservazioni. Se anche questa volta non dovessero rispettare il mandato del giudice, l’incriminazione avverrà in contumacia. A quel punto spetterà ai magistrati decidere se avviare un processo o archiviare il caso. Sul piano teorico, sia Musk che Yaccarino rischiano l’arresto, anche se nella pratica il Dipartimento di Giustizia statunitense respingerà quasi certamente qualsiasi eventuale richiesta di estradizione.
